ALL’IC RAPALLO IL VIOLINO DI AUSCHWITZ

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Com’è tradizione, l’Istituto Comprensivo Rapallo celebra la Giornata della Memoria dedicando non soltanto il giorno del 27 gennaio – 74° anniversario della liberazione del Campo di concentramento di Auschwitz – ma un’intera settimana al ricordo della Shoah. In questi giorni i ragazzi e i loro insegnanti sono impegnati ad ascoltare testimonianze, guardare i grandi film dedicati al tema dell’Olocausto e discutere delle cause profonde di questo tragico evento che ha messo in discussione i fondamenti stessi della democrazia. La speciale settimana dell’Istituto ha avuto inizio mercoledì 23 gennaio con l’allestimento di una mostra sul tema della Shoah, con disegni, poesie, manifesti e plastici creati dagli alunni di tutte le classi della scuola media, piccoli capolavori di precisione storica che riproducono in scala il campo di concentramento di Auschwitz e i suoi particolari (come una delle migliaia di valigie conservate nel museo del campo riprodotta fedelmente dai ragazzi). Fino a giovedì 31 gennaio i locali dell’Istituto resteranno aperti al pubblico per permettere la visita. I lavori più significativi verranno premiati a cura dell’associazione culturale Tigulliana. La mattina di lunedì 28 gennaio, per gli studenti delle classi terze delle medie, si terrà un incontro con Bice Parodi, figlia della deportata Piera Sonnino, testimone della Shoah italiana e autrice nel 1960 di un memoriale sulla sua esperienza di sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz. La famiglia Sonnino, genovese, fu costretta ad affrontare i primi ostacoli e discriminazioni conseguenti alle leggi razziali: l’abbandono degli studi, la disoccupazione forzosa, l’indigenza economica. Protetta dalla solidarietà e dall’umanità della gente comune dell’entroterra ligure, la famiglia scelse di rimanere unita invece di smembrarsi in cerca di salvezza oltre il confine svizzero. Con l’arrivo ad Auschwitz i Sonnino sprofondarono in “un mare di fango. Una pazzia gelida, buia, fangosa”. Piera fu l’unica a tornare. Nel pomeriggio, alle ore 16.30, la scuola si aprirà alla città per presentare una commemorazione delle vittime dell’Olocausto attraverso un recital in cui i brani musicali curati dai docenti di Strumento e di Canto Corale si intervalleranno alle letture tratte da “Il violino di Auschwitz” della scrittrice Premio Andersen Anna Lavatelli, in una speciale riduzione curata dalle docenti Paola Lanzola e Sabrina Merani. Si tratta della storia di uno strumento musicale fabbricato dal liutaio Colin Mezin e venduto a Torino a Edgardo Levy, che lo acquistò per donarlo alla figlia Eva Maria. Il violino è conosciuto per essere uno strumento della Shoah, in quanto è stato portato ad Auschwitz e qui fu tra quelli utilizzati nell’orchestra del campo. Le classi quinte della scuola elementare “Pascoli” hanno ascoltato le testimonianze di Giorgio Scocco figlio di un ex deportato rapallese che dal campo di concentramento di Gotha scrisse un diario, e di Letizia Teglio, nipote dell’aviatore che salvò dai nazisti migliaia di ebrei. “Ormai sono pochi i sopravvissuti ancora viventi, così diventa importante passare la testimonianza alle nuove generazioni evitando le ritualizzazioni banalizzanti ma dando voce a chi può portare una testimonianza viva e autentica – dice il Dirigente Scolastico Giacomo Daneri – Per questo abbiamo deciso di celebrare quest’occasione all’insegna del racconto  perché attraverso le storie si possono spiegare anche concetti difficili come la discriminazione e il genocidio. In un momento storico in cui si alzano nuovi reticolati, invitiamo i giovani a fuggire il pregiudizio, il razzismo e il ragionamento per stereotipi trasmettendo loro l’importanza di valori assoluti come la libertà, la democrazia e il rispetto delle differenze”.
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