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SULLE ANTICHE VIE DEL SALE

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La scoperta del territorio, con la sua storia e le sue tradizioni è una delle priorità dell’Istituto Comprensivo Rapallo, che attraverso specifici percorsi invita gli alunni a “leggere” l’ambiente circostante per trarne lezioni di storia e di geografia animate e coinvolgenti. Sulla via del saleIn questi giorni due classi prime, la A e la C, si sono dedicate alla scoperta delle antiche vie del sale, la rete di sentieri usati da emiliani, lombardi e piemontesi per portare le loro merci verso il mare e rifornirsi di sale, allora prezioso per la conservazione degli alimenti e la concia delle pelli. I loro tracciati sono infatti presenti ancora oggi. Lo hanno fatto in un modo originale, aprendosi innanzitutto alla collaborazione con enti ed associazioni che hanno reso il loro lavoro del tutto particolare. In primis l’Associazione Amici dei sentieri – con il presidente Marco Fenelli e la segretaria Maria Carla Gentoso – che insieme ai docenti ha progettato l’attività, individuando fra l’altro il sentiero da percorrere, verificandone la fattibilità e coordinando i rapporti con gli altri enti. Poi il CAI di Rapallo che nella persona del signor Fulvio Tuvo ha incontrato gli alunni a scuola in una lezione che ha combinato cartografia, storia ed escursionismo con un patrimonio di conoscenze ed una passione evidenti e contagiosi. Sulla via del sale 2Mettendo a disposizione di alunni e insegnanti le relazioni di amicizia e collaborazione che lo legano alle persone del territorio, nelle giornate in cui ha accompagnato le classi nell’itinerario da Montallegro a Canevale sul sentiero ora intitolato a Giovanni Chichizola, il signor Tuvo ha coinvolto l’Amministrazione di Coreglia Ligure e il Comitato di Canevale in una simpatica accoglienza con il saluto del sindaco Elio Cuneo e del vice sindaco Ermano Noce, e una gustosa merenda offerta a ragazzi e accompagnatori. Infine, ma non ultimo,  giunti a Piani di Coreglia, tappa finale del percorso, lo storico locale Renato Lagomarsino ha condiviso con i ragazzi la sua preziosa conoscenza del territorio. Sulla via del sale 3Durante il percorso tante sono state le scoperte: i nomi e l’andamento delle montagne che circondano Montallegro, i lastricati delle mulattiere percorse da chi portava il sale e l’olio a Piacenza per tornarne col grano, i ruderi dei punti di sosta per mercanti e pellegrini, la varietà della flora scrupolosamente catalogata per costruire un erbario, l’esperienza unica di riprovare la fatica e il passo lento di chi percorreva  normalmente questi sentieri… Tutto fotografato, registrato o annotato. I frutti di questo lavoro, che i ragazzi porteranno avanti in gruppo, saranno pronti a fine anno.      facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

UNA CASULA PER PAPA FRANCESCO

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Sono sei ragazze le vincitrici della quarta edizione di Crea il tuo abito, il concorso promosso dall’Istituto comprensivo Rapallo e l’Istituto Duchessa di Galliera di Genova per valorizzare i talenti artistici dei giovani “stilisti” delle classi di terza media. Vincitori 2Nella sfida dedicata all’ideazione di abiti originali ispirati alle diverse etnie del mondo si sono classificate prima Sabrina Olmo di 3H, seconde ex aequo Clara Magnasco (3H) e Maria Penelope Yanez (3G), terze pari merito Matilde Castagneto (3A), Ginevra Cella (3F), Veronica Jin (3G). L’originalità e la qualità grafica dei loro modelli hanno convinto la giuria composta da esperti di entrambe le scuole, capitanati dalle ideatrici del concorso: Francesca Laganà dell’IC Rapallo e Tiziana Tassara del Duchessa di Galliera. Ora le ragazze parteciperanno insieme alle alunne del corso di Moda dell’Istituto genovese alle fasi progettuali (ricerca dei tessuti, simbologia dei colori ecc.) ed esecutive che porteranno alla realizzazione di una casula, un paramento sacerdotale, che verrà consegnata in dono a Papa Francesco in occasione della sua visita a Genova il 27 maggio 2017. 0010_Crea il tuo abito (1) Patrocinato dal Comune di Genova e dal Comune di Rapallo, il concorso è un esempio di collaborazione tra Istituti scolastici del primo e secondo ciclo che ha pochi uguali sul territorio della regione, come è stato ricordato durante la presentazione dei vincitori stamattina, venerdì 21 aprile, alla presenza dell’assessore alla scuola e alle politiche giovanili del Comune di Genova Pino Boero. I disegni delle vincitrici, insieme a quelli degli altri partecipanti al Concorso, saranno ora esposti in una mostra nei due Istituti insieme agli abiti realizzati nei tre anni di “Crea il tuo abito”. BozzettoL’ultima fase riguarderà l’organizzazione della consegna al Santo Padre durante il suo incontro con i giovani al Santuario della Guardia da parte degli Istituti e l’evento finale, che come ogni anno animerà la città di Rapallo con una sfilata di moda sul lungomare accompagnata da momenti di spettacolo. (Fotografie di Roberta Fassio)    facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

IL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI INCONTRA IL SINDACO

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All’IC Rapallo è convinzione che le cose si imparino più facilmente facendole. Se si parla di democrazia, niente di meglio che eleggere un Consiglio Comunale dei ragazzi, facendo votare in tutte le classi due rappresentanti e invitandoli a proporre delle iniziative e dare dei giudizi sui problemi che riguardano la gestione della città, soprattutto per quanto riguarda il mondo della scuola ma anche lo sport, gli spettacoli e la cultura. 20170419_092427 Oltre a quello di portavoce dei loro compagni di classe, tra i compiti dei consiglieri c’è anche quello di eleggere il  Sindaco dei ragazzi, che ha il compito di rapportarsi direttamente con il suo equivalente “più vecchio”. Le elezioni, un momento di forte partecipazione da parte degli alunni, molto sensibili al tema delle regole, sono state una preziosa occasione per i docenti per spiegare il funzionamento delle elezioni politiche e della macchina amministrativa. Mercoledì 19 aprile il sindaco eletto, Gabriele Zarcone – che ha 12 anni e frequenta la 2B digitale, ama la storia e l’attualità, gioca a calcio nel Rapallo Ruentes ed è appassionato di videogiochi – ha incontrato  in Comune il Sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco, che lo ha accolto con il Presidente del Consiglio Comunale, Mentore Campodonico, e il Consigliere con delega all’Istruzione Filippo Lasinio. Ad accompagnare il neoeletto Sindaco dei ragazzi sono stati i quarantadue rappresentanti eletti, due per ogni classe dell’Istituto (quasi un decimo della popolazione scolastica, che per le medie è di 550 alunni). 20170419_094422“Se questi muri potessero parlare avrebbero tantissimi aneddoti da raccontarci – ha esordito Mentore Campodonico salutando il giovanissimo Consiglio Comunale – Alcuni di voi tra qualche anno siederanno sicuramente su questi scranni per governare Rapallo, quindi è importante che ne conosciate la storia, così come i meccanismi dell’amministrazione della città”. Il Presidente del Consiglio Comunale ha quindi illustrato con parole semplici e coinvolgenti le diverse funzioni di Sindaco, Presidente del Consiglio, Consiglieri di maggioranza e minoranza e Assessori indicando i vari posti occupati nel corso delle sedute comunali. “Sono sindaco da due anni e mezzo, sono quindi a metà del mio percorso – ha spiegato Carlo Bagnasco – Da subito ho coinvolto le scuole, in primis perché sono un papà e poi perché penso che una delle cose più belle che possa fare un sindaco è circondarsi di giovani ai quali raccontare la sua attività”. 20170419_092612 E’ stata poi la volta dei neoeletto Sindaco dei ragazzi Gabriele Zarcone, che ha spiegato il funzionamento del Consiglio Comunale dei ragazzi, che si riunisce ogni tre settimane per discutere delle azioni di miglioramento della scuola ed esprimere i propri desideri sulla città: “Fare il sindaco è bellissimo ma difficilissimo – gli ha ricordato Bagnasco – Vedrai che fatica farai anche solo per cambiare un banco!”. “Il Consiglio Comunale dei ragazzi dell’IC Rapallo è il primo passo verso un progetto più ampio che vuole coinvolgere tutte le scuole della città – ha detto Filippo Lasinio – Ed è una preziosa occasione in un momento storico in cui la politica è piuttosto bistrattata per mostrare come invece si possa fare bene per la propria città coinvogliando in un progetto politico energia ed entusiasmo”. 20170419_094540I giovanissimi Consiglieri hanno poi rivolto alcune domande al Sindaco, esponendogli i loro desideri per Rapallo: una pista ciclabile e luoghi di aggregazione pensati non solo per gli adulti. “Il Consiglio Comunale dei ragazzi è un’eccellente “scuola di cittadinanza” – afferma Giacomo Daneri, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Rapallo – Invitare i nostri ragazzi a cimentarsi con i momenti più importanti della vita democratica (presentarsi come candidati, scegliere uno slogan e un programma, cercare di convincere i propri compagni della validità delle proprie idee e poi, una volta eletti, confrontarsi con gli amministratori della città su proposte concrete) ci sembra il modo migliore per far passare il messaggio che contribuire al miglioramento della propria città è il compito di tutti e in questa espressione delle proprie idee, esigenze e desideri nell’esercizio consapevole dei propri diritti sta il senso profondo dell’agire politico. Inoltre e prima di tutto il Consiglio comunale dei ragazzi formula proposte per il miglioramento della stessa scuola”. I membri del Consiglio Comunale dei ragazzi parteciperanno anche ad una parte del prossimo Consiglio Comunale, per vedere da vicino come funziona una vera assemblea di rappresentanti cittadini.  facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

MODULISTICA PER GRADUATORIE INTERNE

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Qui di seguito i moduli da compilare per le graduatorie interne alla scuola SCHEDA SOPRANNUMERARIO 2017 18 ALLEGATO F_doc ALLEGATO_D_SCUOLA_PRIMARIA_01 ALLEGATO_D_SECONDARIA Graduatorie interne 2017 18 autocertificazione esigenze di famiglia  facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

determina a contrarre stampa libretto chiesa s.anna

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Determine di spesa del DS esercizio 2016

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DALLE NOSTRE TERZE IN GITA A TREVISO, TRIESTE E UDINE

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Lunedì 27 marzo. Treviso È il giorno della nostra partenza, le valigie fatte già da ieri,  pronte per essere caricate sul pullman; siamo in terza media e questo è il viaggio di cinque giorni tanto sognato fin dalla prima. IMG-20170327-WA0016Alla sei e mezza salutiamo i nostri genitori e via, verso l’autostrada. Il programma prevede come prima tappa Treviso e la mostra sulla storia dell’Impressionismo, ma per noi è importante anche stare con i nostri compagni e conoscerne di nuovi. Dopo le prime tortuose curve della Milano-Serravalle la strada si fa dritta come un nastro in mezzo ai campi rinverditi dalla primavera. Arrivati, mangiamo al sacco sulle mura antiche della città, un bel sole ci riscalda, nell’aria profumo di fiori… almeno per oggi il mare non ci manca! Passeggiamo un po’ lungo le mura e incontriamo una piacevole sorpresa: la penisola del paradiso! Un’isola di verde e piccoli canali dove conigli sono liberi di correre e mangiare liberamente. IMG-20170328-WA0004 Nell’attesa di entrare alla mostra gironzoliamo per il centro storico, che ci ricorda una piccola Venezia: la pietra bianca delle case si riflette sul canale lucido dove starnazzano le anatre (che noi prontamente imitiamo!). Lì finisce un vicolo stretto e pulito e si apre Piazza dei Signori, il cuore della città, con il famoso palazzo dei Trecento, dove si riunivano le assemblee comunali (composte appunto da trecento membri). Il palazzo dei Trecento si prolunga lungo la piazza dei Signori nel palazzo del Podestà con la torre del Comune, alta 48 metri. A poca distanza troviamo la Pescheria, una piccola isola dove si svolge il tradizionale mercato del pesce, nei cui pressi esistono ancora ruote di mulini e palazzi antichi che si specchiano nelle acque. Proseguiamo per Calmaggiore e troviamo questa strada costeggiata da portici e negozi, frequentatissima per lo struscio del sabato pomeriggio e domenica (in veneto listòn). Una piccola sosta in gelateria che propone coni e coppette grandissimi e a piccoli prezzi. Ritorniamo sui nostri passi passando sotto una serie di case porticate che si riflettono nel canale dei Buranelli, la parte più antica di Treviso e arriviamo al Museo di Santa Caterina per la nostra visita alla Mostra. IMG-20170327-WA0017Le guide sono giovani e gentili e ci accompagnano in un cammino tra i capolavori che hanno segnato una delle maggiori rivoluzioni nella storia dell’arte di tutti i tempi: il ritratto da Ingres e Delacroix a Degas e Gauguin; le figure en plein air, da  Millet  a  Renoir; le nature morte da Manet a Cezanne; il nuovo desiderio di natura, passando da Corot a Van Gogh; l’evoluzione di Monet che rinnega le sue stesse teorie ed evoca il futuro  astrattismo; e infine, i germi del mondo nuovo, nella pittura dell’ultimo Cezanne. Qualche piccolo acquisto al bookshop per portarci a casa il ricordo di questi colori e poi nuovamente in autostrada, direzione hôtel a Lignano Sabbiadoro dove soggiorneremo per i prossimi cinque giorni. Martedì 28 marzo. Risiera di San Sabba, Trieste Ore 7.15 , prima colazione tutti insieme e si parte alla volta di Trieste dove ci aspettano le nostre competenti guide per trascorrere con noi l’intera giornata. IMG-20170330-WA0003 Iniziamo la visita dalla Risiera di San Sabba , costruita nel 1913 come stabilimento per lavorare il riso e convertito dai tedeschi nel 1943 dapprima in campo di prigionia per i militari italiani catturati dopo l’8 settembre, poi in campo di detenzione di polizia. Ci addentriamo con il cuore in gola nelle celle dove sostavano i “nemici” che dovevano essere inviati nei campi di concentramento in Germania e in Polonia e nella camera della morte dove i partigiani, i prigionieri politici e i sospetti oppositori attendevano la loro esecuzione. Nella sala delle croci possiamo vedere racchiusi in bacheche alcuni oggetti razziati agli ebrei triestini dai nazisti , che feriscono proprio per la loro quotidianità. Il Civico Museo attiguo custodisce divise di Auschwitz e di Buchenwald e la nostra mente corre al film “Il bambino col pigiama a righe” che abbiamo visto a scuola durante il giorno della memoria. Ci sono anche lasciapassare, documenti di riconoscimento , fotografie e video esplicativi.IMG-20170330-WA0010 Ci spostiamo e il nostro animo si alleggerisce mentre guadagnamo la zona costiera di Trieste dove il blu del mare, oggi quasi cobalto grazie al cielo ters , contrasta con un punto candido che campeggia sul folto e scuro bosco del promontorio presso Grignano. È il Castello Miramare: qui negli anni Cinquanta dell’800 il giovane arciduca Massimiliano d’Asburgo-Lorena, fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, volle stabilire la propria dimora, innamorato com’era di Trieste e dell’Adriatico. Assieme al castello venne realizzato anche il parco, un imponente lavoro di architettura del paesaggio e di ricerca botanica. Prima di visitare gli interni facciamo il giro dell’edificio in bianchissima pietra d’Istria, e il panorama ci toglie il fiato: sembra di essere in mezzo al mare! Scorgiamo anche una medusa gigantesca in mezzo agli scogli , come non ne abbiamo visto mai dalle nostre parti. Chissà se è urticante… IMG-20170330-WA0013Delle sale preferiamo gli spazi riservati alla vita familiare, con oggetti personali e quadri di Massimiliano e sua moglie Carlotta del Belgio, ma ci colpiscono anche le fastosità dell’atrio d’onore per gli stucchi dorati, i velluti e i  cristalli, ma soprattutto per l’immensa vetrata che si apre sul Golfo di Trieste. Al termine della visita proseguiamo affamati per il nostro ristorante, “Principe di Metternick”. Ben rifocillati con vista sul porticciolo riprendiamo il percorso ed in pullman raggiungiamo Trieste centro. Le nostre guide della mattina restano anche nel pomeriggio e ci spiegano la zona attorno al Canale grande che  era il porto della Trieste settecentesca, sorta per decisione dell’Imperatrice Maria Teresa. Il facoltoso commerciante greco Demetrio Carciotti si fece costruire un imponente palazzo sulle sue  rive. Visitiamo anche la Chiesa di San Nicolò dei Greci, inquadrata da due campanili simmetrici che volge al mare con la sua elegante facciata. Il punto forte però è Piazza dell’Unità d’Italia, con un lato aperto verso il mare, come fosse una quinta scenografica, per molti il cuore di Trieste. Qui si ergono in tutta la loro maestosità i palazzi dei massimi poteri civili: Governo e Comune. CampanaPurtroppo sono già le sei e dobbiamo rientrare: Lignano Sabbiadoro dista almeno un’ora e mezza da qui. La giornata è stata intensissima, i nostri occhi sono pieni di immagini che si ripropongono non appena li chiudiamo per riposarci sul pullman. Siamo felici; abbiamo passato un’altra bellissima giornata.   Mercoledì 29 marzo, il Carso e Redipuglia L’orario è sempre lo stesso: sono le otto, il  pullman è pronto a partire per condurci verso uno dei fronti più cruenti della Prima Guerra Mondiale, il Carso.IMG-20170330-WA0051 Andiamo a vedere dal vivo i luoghi che sono stati teatro di una snervante guerra di posizione interrotta da dodici  battaglie che furono vere e proprie carneficine dal giugno del 1915 all’autunno del 1917; molto meglio che leggerle sui libri! La nostra guida del giorno ci porta alla Dolina del XV Bersaglieri, in località monte Sei Busi, dove in un grande avvallamento ( la dolina, appunto) si possono vedere i resti di un ospedale da campo e un tumulo sovrastante una fossa comune, con un’iscrizione d’epoca. Camminiamo lungo le trincee, cercando di non graffiarci con le pietre appuntite e immaginiamo i soldati accovacciati , sempre nella stessa posizione , attendendo il momento dell’attacco al nemico, ore e ore di turni di guardia al sole, alla pioggia, al caldo e al freddo. Oggi la giornata è bellissima, la terra è rossa , la natura rigogliosa , ma la guida ci aiuta a fare un salto indietro nel tempo, a pensare al fango, alla fame, alla paura : un brivido ci percorre lungo la schiena.IMG-20170330-WA0045 La commozione si fa ancora più forte quando entriamo al Sacrario di Redipuglia, il più grande sacrario militare italiano. Una scalinata di 22 gradini di pietra bianca segue il pendio di un’altra carsica e contiene i resti di 40.000 caduti. Su ogni gradone campeggia la scritta PRESENTE a grandi lettere e sotto si susseguono in ordine alfabetico migliaia e migliaia di targhe con i nomi dei soldati . B…., C…, andiamo alla ricerca dei nostri cognomi, chissà, forse un nostro parente ha combattuto ed è caduto qui. Che orgoglio sarebbe! Alla sommità del sacrario è posta una cappella con tre croci luminose, che ospita le cripte con i resti di 60.000 caduti. Le guardiamo e restiamo in silenzio: chi prega, chi pensa, certo non restiamo indifferenti. IMG-20170330-WA0001Dopo questa visita a carattere storico, ci spostiamo in località San Giovanni di Duino dove si incontra la zona naturalistica delle bocche del Timavo. Il fiume nasce in Slovenia alle pendici del Monte Nevoso , scorre normalmente per poi inabissarsi nelle profondità del Carso e poi riaffiorare dopo 38 Km a poche centinaia di metri dal mare. Fiume sacro fin dalle epoche più remote, lo cantava Virgilio:  punto dove siamo noi è la risorgiva dove i Romani avevano costruito un tempio sacro, ritenendolo un fiume magico. Passiamo sul ponticello sotto il quale scorrono acque limpidissime, che sgorgano inspiegabilmente dalla pietra. Improvvisamente è tutto un pigolìo: “Che fame Prof!”… Il nostro stomaco si fa sentire e lo mettiamo subito a tacere al “Chiosco bianco Da Max”  presso il porticciolo di Duino. Siamo seduti tutti fuori su panche e tavoli in stile marinaro mentre lì vicino beccheggiano placidamente alcune barche a vela. IMG-20170331-WA0014Il nostro giro procede con un’immersione totale nella natura; facciamo un po’ di trekking tranquillo passeggiando per il sentiero dedicato al poeta Rainer Maria Rilke. Poco meno di due chilometri tra un susseguirsi di belvedere, vecchie postazioni militari, fenomeni carsici e una straordinaria vista sulla costa rocciosa a strapiombo sul golfo. Siamo inebriati dai colori brillanti del cielo,  del mare e dai profumi dei fiori in boccio. Il tempo di una bevanda o di un gelato tutti insieme e poi rientriamo a Lignano Sabbiadoro, ma non direttamente in hotel. Vogliamo toccare con mano la sabbia d’oro di questo litorale che ancora si presenta in alte dune prima di essere spianata e, fin dai primi caldi estivi, ricoperta di sdraio e ombrelloni variopinti.IMG-20170331-WA0012 Ci scateniamo, forse un po’ troppo: c’è chi sale velocemente in cima alle dune e si getta giù a scavezzacollo,  chi si avvicina all’acqua ferma sulla riva, i pantaloni arrotolati e lascia impronte che subito spariscono, c’è chi scrive con un rametto i quattro semi delle carte , sua ultima passione che ha rimpiazzato (evviva!!!) lo smartphone. Il sole sta calando e lo scorgiamo dalla spiaggia… Piano piano andiamo in albergo. Un’altra giornata è passata. Giovedì 30, Aquileia, Grotta gigante, San Giusto Stamattina andiamo ad Aquileia che fu, nei primi secoli dell’era cristiana, una delle più splendide città dell’Impero Romano, mentre oggi è poco più di un villaggio rurale.IMG-20170331-WA0007 Fortunatamente, ed è la ragione per cui siamo qui, si possono ancora visitare l’area degli scavi, la maestosa basilica romanica e il Museo archeologico. Con la guida del giorno seguiamo l’itinerario partendo dall’area archeologica del foro romano dove vediamo una parte del lastricato originario in pietra carsica ed alcune colonne , e la parte degli scavi relativi al porto fluviale . Ci sembra strano pensare che lungo il viale alberato che stiamo percorrendo ci fosse il letto di un fiume, tanto ampio da poter ospitare grandi imbarcazioni. Ora c’è solo un rivo ! Arriviamo alla Basilica patriarcale di Aquileia con Il maestoso campanile e il portico che la collega alla chiesa dei Pagani. Essa o tiene il più vasto tra i mosaici pavimentali dell’Occidente cristiano che rappresenta la vittoria cristiana della vita sulla morte, attraverso i simboli del gallo, portatore di luce, con la tartaruga, simbolo delle tenebre ; i pesci che vengono pescati, il buon pastore. IMG-20170330-WA0066Lo sorvoliamo camminando su passerelle trasparenti che permettono di vedere senza fare danni. Purtroppo non possiamo fotografare, allora all’uscita compriamo tante cartoline. Il tempo stringe, quindi oggi mangiamo in fretta il cestino fornitoci dall’albergo e ci mettiamo in fila per la visita della Grotta Gigante che si trova a Sgonico, vicino a Trieste. Con i suoi 389 metri di lunghezza, 65 di larghezza e 107 di altezza, è la più grande del mondo, aperta ai turisti (potrebbe contenere la Basilica di San Pietro!) Scendiamo 500 scalini (e altrettanti ne saliamo), perfettamente illuminati da luci segnapasso che da lontano sembrano candele. Imponenti stalagmiti dalla firma singolarissima si ergono intorno a noi. IMG-20170330-WA0067Alcuni, ci dice lo speleologo, sono ricoperti alla sommità da una patina bianca e bagnata, il che vuol dire che sono ancora attivi e quindi ancora modificabili nel tempo. Innumerevoli stalattiti sono come enormi coni calcarei lavorati  dall’acqua. Uno spettacolo per gli occhi e quando, per pochi minuti, riusciamo a stare zitti (molto difficile, essendo noi in 100!) come ci chiede la guida, il silenzio è veramente spettrale. Sembra di essere nei gironi danteschi e ti aspetti di vedere volare le anime spinte dal vento o bruciate dalle fiamme. Ci sono delle formazioni calcaree che ricordano dei mostri o degli animali antichi, l’atmosfera è proprio particolare! Nel tempo che ci resta torniamo a Trieste per visitare la Basilica di San Giusto, situata su di un colle con lo stesso nome. IMG-20170331-WA0013Ne apprezziamo particolarmente gli interni con la selva di colonne che portano alle tre absidi, riccamente ornate da mosaici. Saliamo anche sul campanile che sembra più una torrione di difesa. Che bello il panorama da quassù! Ancora un giro in libertà per la zona pedonale della città e rientriamo in hotel. Venerdì 31, Udine Portiamo i nostri bagagli nella hall dell’hôtel; dopo colazione carichiamo tutto e partiamo. Sulla strada del ritorno visitiamo Udine nei suoi luoghi simbolo secondo un percorso che tocca Piazza della Libertà, incastrata tra la Loggia del Lionello, storica sede del palazzo comunale (incontriamo anche il sindaco e parliamo un po’ con lui) e il Porticato San Giovanni. IMG-20170331-WA0005Questa loggia sembra un gioiello da come è curata nei particolari ed infatti scopriamo che è  stata progettata dall’orafo Nicolò Lionello; è un magnifico esempio di  gotico veneziano con fasce alterne in bianco e rosa ed un portico reso leggero dalle grandi arcate e vari archetti. Sulla scalinata che porta al portone di ingresso ci siamo tutti posizionati per fare la foto ricordo. Dall’altro lato della piazza c’è il Porticato di San Giovanni e la torre dell’Orologio, che in epoca medievale fungeva da baluardo di accesso al castello, sede allora delle maggiori autorità civili del Friuli. Guardando la Torre sembra di essere a Venezia a Piazza San Marco con i due mori che suonano la campana a mezzogiorno.IMG-20170331-WA0003 Poco dietro entriamo nel Duomo di Udine e cerchiamo la cappella affrescata dal Tiepolo, quella del SS. Sacramento. Qualche minuto sostiamo seduti sulle panche con il naso all’insù per guardare il magnifico organo e respirare l’atmosfera della chiesa ed usciamo al sole. Oggi è la quinta giornata di sole, limpida e tiepida (che fortunati!). Ancora un giro nella zona pedonale del Mercato Vecchio per gli ultimi acquisti, ma si è fatto già mezzogiorno, i mori suonano e gli autisti ci aspettano! Via!i In autostrada, pranzo in ristorante-autogrill presso Padova e poi diretti a Rapallo. Eccovi raccontato il nostro viaggio della Terza Media!  facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

ALL’ASILO UNA MATTINATA… DI FUOCO

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Venerdì 3 marzo è stata una giornata speciale per i bambini della Scuola dell’Infanzia di via Arpinati, che nell’ambito di un incontro con i Sestieri, hanno analizzato gli aspetti positivi e negativi di un elemento molto importante, pericoloso e affascinante come il fuoco. IMG_6563-09-04-17-18-19L’iniziativa si è sviluppata nell’alveo di un bel progetto didattico delle maestre che attraverso il proprio lavoro vogliono far scoprire ai più piccoli gli elementi fondamentali del nostro pianeta: aria, acqua, terra e appunto fuoco. Proprio per parlare di quest’ultimo argomento le maestre hanno pensato di rivolgersi ai sestieri che da 450 anni fanno ricorso a tale risorsa per festeggiare la più importante festa della città, quella che ricorda l’apparizione della Madonna . I massari dei sestieri si sono quindi recati presso il complesso scolastico la mattina alle 9, dove sono stati calorosamente accolti dalla classe dei più piccoli, quella composta da bimbi di tre anni che dopo aver prestato attenzione alle spiegazioni e a un breve filmato, si sono trasferiti in palestra dove hanno simulato attraverso diversi giochi, le attività della cittadinanza e dei massari nei giorni delle feste nella nostra città. IMG_6564-09-04-17-18-19In seguito è spettato agli alunni di 4 anni, quel giorno i più numerosi, ascoltare ed evocare attraverso le attività proposte quanto concerne la macchina organizzativa delle feste. Infine anche gli alunni di 5 anni hanno preso parte al progetto, concludendo con la loro partecipazione la giornata. Caramelle con nastri colorati attaccati sono diventate come per magia fuochi d’artificio, bicchieri di plastica ripieni di carta si sono trasformati in mortaletti da dover sistemare nel posto più consono per una sparata, semplicemente grazie alla contagiosa fantasia dei piccoli partecipanti. I rappresentanti dei sestieri hanno lasciato alle maestre diverso materiale informativo e divulgativo che sperano possano avvicinare la cittadinanza alle proprie tradizioni e far divertire i giovanissimi cittadini, IMG_6565-09-04-17-18-18ai quali è stato rilasciato un attestato di allievo massaro, forse prima tappa di un cammino all’interno di una tradizione che speriamo possa vivere ancora a lungo. (fotografie di Roberta Fassio)  facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

SE NON GIOCHI… VINCI! L’IC RAPALLO AL CONVEGNO DEL LICETI

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Alcuni alunni delle terze dell’IC Rapallo e i rappresentanti del Comitato Genitori della nostra scuola hanno partecipato al bel convegno organizzato il 25 marzo dall’Istituto Tecnico “F.Liceti” dal titolo “Se non giochi… vinci!”, dedicato ai pericoli del gioco d’azzardo. 20170325_100310(0)Originale ed efficace la formula scelta per condurre l’incontro, in cui accanto a professionisti come psicoterapeuti, personale del Sert e Forze dell’Ordine, sono stati gli studenti delle classi quinte dell’Istituto a fare da relatori, con interessanti excursus sulla storia del gioco d’azzardo (che è antichissimo, già proibito ai tempi degli antichi romani, diffusissimo nel Medioevo e “nostrano” con il lotto,  nato proprio a Genova nel 1576), sulle tecniche persuasive della pubblicità, che usa famosi testimonial per indurre le persone a giocare, e dimostrazioni pratiche sull’illusorietà delle facili vincite contrapposta all’altissima probabilità di perdere il denaro giocato. Moderato da Roberto Pettinaroli, responsabile della redazione di Chiavari de Il Secolo XIX, quotidiano che ha patrocinato l’evento, il convegno ha visto anche la partecipazione del Sindaco di Rapallo Roberto Bagnasco, 20170325_104405che si è prestato volentieri a una simulazione di Win for Life in cui ha regolarmente perso: “Non sono un giocatore e assisto con preoccupazione alla proliferazione del gioco d’azzardo, soprattutto in Rete – ha detto Bagnasco – I bambini giocano ai videogiochi on line già da piccolissimi: occorre conoscere quali sono i pericoli che stanno dietro a questa abitudine”. La parte più interessante per il pubblico dei nostri alunni è stata senza dubbio la presentazione dei lavori dei loro “colleghi” del Liceti: la storia del gioco presentata da Margherita Peragallo e Alessia Signaigo; la differenza tra giocatore sociale (che si diverte) e giocatore patologico (che finisce per devastare la sua esistenza e quella dei suoi cari) a cura di Silvia Donoso;  20170325_094243l’indagine di Elia Savino sull’azzardo a scuola, condotta su un campione di 300 compagni di istituto (dalla quale emerge che, pur consapevoli dei rischi che corrono, i ragazzi si fanno attirare con facilità dal mondo del gioco d’azzardo), l’analisi sulla situazione italiana di Riccardo Vezzoli, che ha mostrato come sia nostro il record negativo di una slot machines ogni 143 abitanti e come la crisi economica non abbia fatto desistere gli italiani, che col gioco d’azzardo hanno fatto incassare miliardi allo Stato (che è poi la ragione per cui il gioco con è proibito); le probabilità reali di vincita al lotto e al superenalotto a cura di Gloria Cusin e Laura Bernardi, e infine i giochi proposti agli spettatori da Gabriele Ansaldo per mostrare in concreto le leggi della probabilità. “Il gioco d’azzardo specula sulle fragilità degli adolescenti e delle persone anziane lucrandoci sopra – ha ricordato la Preside del Liceti Maria Bianca Barberis – La politica non prende una posizione chiara sulle slot machines con la motivazione che tremila persone perderebbero il posto di lavoro, 20170325_105032ma non si calcolano i costi che ricadono sulla collettività della dipendenza dal gioco. Lasciando proliferare questa vera e propria piaga sociale si diventa tutti più poveri e non solo economicamente, ma anche culturalmente”.  facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather