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LA SCUOLA SI AGGIORNA SU VIOLENZA INFANTILE E CYBERBULLISMO

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Nei mesi di settembre e ottobre gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Rapallo hanno seguito due corsi di aggiornamento dedicati al maltrattamento fisico e psicologico dei minori e al cyberbullismo. Il primo, curato dai Servizi Sociali del Comune di Rapallo, ha illustrato nel dettaglio quali sono i sintomi di disagio mostrati dai bambini che si trovano a subire umiliazioni e vessazioni da parte degli adulti: alcune note come la violenza, subita o assistita, altre meno conosciute come l’ipercura o la violenza attraverso forme di comunicazione virtuale. I relatori hanno invitato i docenti ad approfondire gli indicatori del malessere considerandoli campanelli d’allarme da approfondire: ogni bambino passa un momento di difficoltà, occorre osservare e creare un clima di fiducia e di empatia in modo da capire se si tratta di un episodio isolato o di una prassi ripetuta nel tempo. In caso di evidenti segnali di maltrattamento gli insegnanti in quanto pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denuncia, che prevale anche sul segreto professionale. I Servizi Sociali del Comune hanno creato un gruppo consulenza per affiancare i docenti che vogliono condividere le loro preoccupazioni riguardo alla situazione di qualche alunno. Il secondo corso, intitolato ” L’uso dei nuovi media tra rischi e opportunità”, curato dai responsabili del SERT dell’Asl 4, ha approfondito il tema della prevenzione e del recupero dei fenomeni di dipendenza da videogiochi e uso incontrollato dei nuovi media, spesso usati dai ragazzi per tranquillizzarsi e stare meglio. Negli anni il SERT ha sviluppato il filone della peer education (un intervento fatto da un adulto ha poco valore, mentre ne ha molto uno fatto da un ragazzo); si preferisce inoltre lavorare sugli adulti che hanno a che fare coi bambini e ragazzi, quindi insegnanti e genitori in modo che si facciano portatori di benessere.
 
Monica Arcellaschi, responsabile SERT
Videogiochi e nuovi media oggi possono creare dipendenza, vengono usati dai ragazzi per tranquillizzarsi e per stare meglio.
Un filone sviluppato da chi si occupa di prevenzione e recupero è quello della . In questi anni abbiamo sperimentato che è meglio intervenire in maniera longitudinale, cioè non fare interventi spot in tanti istituti, ma più interventi nel tempo nello stesso istituto. Si preferisce inoltre
Adolescenza oggi ha un’insorgenza molto più precoce, per questo abbiamo pensato alle quinte elementari e alle medie, alle superiori è già troppo tardi.
Gioco introduttivo: dividersi per… (differenti criteri, tra i quali alcuni scelti dal gruppo)
Questo è un gioco utile anche per il primo giorno di scuola!
Per ricordare i nomi dirli toccandosi a tre e a tre perché il contatto rafforza la memoria e poi gioco con la palla.
La seconda media è il momento in cui cambia l’io bambino, entra in gioco potentemente lo sguardo dell’altro: le scarpe di marca, il numero dei like, ecc.
Spesso i genitori a cui si chiede se hanno le password degli smartphone rispondono invocando la privacy: occorre spiegare il confine tra privacy e trascuratezza. L’adulto ha un dovere di controllo e monitoraggio.
Facciamo il gioco del Like e Dislike. Utile da fare con i ragazzi perché si generano meccanismi di peer education: i ragazzi sono invogliati a confrontare le proprie esperienze. L’animatore fa un’affermazione e il gruppo si divide nella zona Like, Dislike o Dubbio.
Il problema del sexting è che per i ragazzi i social sono il veicolo dell’intimità e della fiducia: vedersi è mandare una foto. Sono adolescenti nativi digitali, se penso a una cosa, questa è immediatamente fotografata e postata, magari anche una foto succinta a tredici anni. Serve il lavoro a monte, creando una discussione sul corpo e sulla femminilità. Occorre diventare adulti di fiducia, figure di riferimento a cui un ragazzino spaventato può rivolgersi quando si trova in un pasticcio più grosso di lui.
Anche informare soltanto non basta. Occorre ricordarsi che un adolescente ha il pensiero magico: so tutto quello che può succedermi ma lo faccio ugualmente perché io sono più furbo. Bisogna riuscire a passare alla fase “che cosa è bene per me”.
C’è una componente di coerenza: un insegnante è una figura reale, presente nella continuità del percorso dei bambini, portatore di valori attraverso l’esempio.
Dare un messaggio di fallibilità consapevole, saper chiedere scusa, è un messaggio che passa alla classe. Bisogna lavorare con quello che c’è, se oggi le famiglie non ci sono o sono deboli è più che mai necessario porsi nella relazione in maniera credibile e autorevole, come un adulto su cui si può contare.
Lavoro sul profilo: viene distribuito un foglietto sul quale si deve indicare profilo, status, emoticon. Ognuno completa il suo profilo e lo racconta a un compagno, ascoltando con attenzione quello che dice perché dopo la presentazione al gruppo viene fatta incrociata.  In questo modo mi metto nei panni dell’altro, provando a vivere cinque minuti sentendomi come se fossi qualcun altro. Occorre invitare ai ragazzi a un ascolto partecipato, a un silenzio e a una mancanza di giudizio che dà dignità a un gioco che in realtà gioco non è. Importante non forzare chi non se la sente perché è un gioco emotivamente forte.
È un lavoro sull’accoglienza e l’ascolto: ognuno può decidere quanto mettersi in gioco. Sappiate che è un’attività importante e molto potente. Noi insegnanti dobbiamo farci garanti della serenità di tutta l’attività.
Il bullismo è un fenomeno di prepotenza tra pari all’interno di un contesto di gruppo. Consiste in atti di aggressione ripetuti e continuativi attuati secondo un preciso “copione relazionale”.
Gli atti di violenza fisica e/o psicologica si verificano ai danni di uno o più compagni percepiti come più deboli (vittime) da parte di uno o più compagni  percepiti come più forti (bulli).
Per i ragazzi le percezioni diventano realtà: se tutti considerano uno uno sfigato quello lo diventa. È molto importante lavorare sul gruppo classe, in particolare sugli “omissivi”, cioè le persone che apparentemente non c’entrano niente e invece possono cambiare gli equilibri.
Nel cyberbullismo tempo e spazio si dilatano: il bullo ti raggiunge nell’intimità  della tua camera, a qualsiasi ora del giorno è della notte, inoltre tutto ciò che viene messo nel web rimane. Tutto questo ha un peso emotivo veramente angosciante. Per il cyberbullo non c’è la percezione della sofferenza dell’altro. I ragazzini questa cosa non c’è l’hanno già per età (l’empatia è una costruzione del pensiero che arriva dopo).
Caratteristiche psicologiche dalla vittima
(Campanelli d’allarme se c’è la percezione di un cambiamento)
Bassa autostima, timidezza
Solitudine, insicurezza
Tendenza ad essere passivo nelle relazioni
Difficoltà a chiedere aiuto
Tendenza all’autocolpevolizzazione
Spesso portatore di caratteristiche fisiche o comportamentali particolari che fungono da pretesto al bullo.
Stare molto attenti alle differenze: nel bisogno di appartenenza se c’è uno che stona può essere scelto come vittima.
Caratteristiche successive alla vittimizzazione possono essere:
Opposivitá
Aggressività
Ansia
Depressione
Caratteristiche psicologiche del bullo
Bassa autostima
Rabbia
Difficoltà relazionali
Scarse capacità e doti fisiche
Scarsa abitudine a rispettare le regole
Rete familiar assente o carente
Timidezza e difficoltà nel confronto diretto
Scarsa capacità di prendere decisioni consapevoli
Caratteristiche psicologiche Del bullo on line
Oltre alle caratteristiche comuni a quelle del “bullo”si differenzia per:
Anonimato
Utilizzatore assiduo di chat, blog, networks
Si sottrae allo scontro fisico ma lavora “dietro le quinte”
Spesso a sua volta è “vittima” di bullismo nel contesto reale
Talvolta è “amico” della vittima nella realtà
Agisce non solo per impulsività ma con maggior volontarietà e continuità nel tempo.
Il gruppo dei pari nell’adolescenza è il mondo della sperimentazione, è la palestra relazionale, un fisiologico spazio di sperimentazione dove loro stanno imparando a diventare adulti. Se non sono aiutati saranno adulti con grandi problemi relazionali.
Noi abbiamo imparato a chiamare amici quelli che sono semplici conoscenze, loro vanno aiutati a fare il percorso inverso: rendersi conto che quelli che chiamano amici sono semplici conoscenze e aiutati a capire che ci sono differenti gradazioni. Aiutarli a chiamare le cose con un diverso nome fa capire loro che c’è un diverso modo di pensare.
L’OMERTA’ è una dinamica tipica del gruppo. Proteggere il gruppo dall’esterno. Anche il gruppo più malato e disfunzionale tende a difendersi. L’omertà ha un suo senso nei gruppi.
Farli ragionare sul fatto che  diventa aiuto
Far leva sul gruppo all’interno del gruppo. Il sottogruppo trascina un po’.
Cercare il manuale dell’anno scorso in Rete, cercare il video “La storia di Gaetano”, è in forma di cartone animato, brutto graficamente e con un uso terribile dei congiuntivi, ma molto immediato, utile da far vedere in classe proponendo delle domande aperte: voi cosa fareste?
Fare lavoro ai fianchi, meglio approccio soft e ripetuto.
Dopo aver fatto tutto un lavoro, indicativamente a maggio si può proporre alla classe un gioco di ruolo. Quali sono le regole del Role playing?
La cornice deve essere stabilità precisamente.
Dare un inizio e dare una fine
Dare dei ruoli con i cartellini
Non giudizio, rispetto per il lavoro dell’altro,
Si invita e non si obbliga
Quali segnali ha inviato la vittima
Cerca di attirare l’attenzione
Cosa lo ha aiutato
Quali caratteristiche ha il bullo?
E gli amici?
Perché gli omissivi tacciono?
Quali dinamiche di gruppo si possono osservare?
Dove l’insegnante ha fatto più fatica?
Che cosa l’ha aiutato?
Si simula una situazione estremizzata in cui due insegnanti che non si conoscono (titolare e sostegno)
A caldo si chiede come si sono sentiti emotivamente i protagonisti del gioco di ruolo.
Il bullato fa finta di niente, cerca di dissimulare il suo disagio
Valerio è un alunno un po’ addormentato che asseconda il bullo perché così si sente protetto, non sarà lui a stare sotto
Il bullo si sente a disagio, inferiore rispetto agli altri, più grande perché bocciato, non sente l’affetto di nessuno, sa che comportandomi così farà ridere i compagni.
L’amico del bullo si è sentito potente, ridicolizzare un atto semplice come mettersi a na giacca l’h fatto stare bene
Gli omissivi vedono tutto come dietro a un velo, sono toccati marginalmente, infastiditi dalla confusione, ma non si sentono coinvolti
Gli insegnanti si sono sentiti a disagio, l’insegnante che spiegava è andata in panico
Che cosa può venirne fuori concretamente per il nostro modo di lavorare? È importante prendersi cinque minuti di valutazione per chiedersi Io per riuscire a lavorare meglio di che cosa ho bisogno? È il primo passo, il secondo è chiederlo, per esempio all’insegnante di sostegno. Il valore del rapporto coi colleghi va coltivato.
Si dà poi la parola agli osservatori. Attenzione a chiedere loro di non dare mai giudizi ma iniziare dicendo “Quando è successa questa cosa qua ho pensato che… “
Coinvolgere i silenti, ma senza colpevolizzarli: non dire: “Non avete fatto nulla” perché loro potrebbero a ragione rispondere che saremmo stati noi a dover fare qualcosa. Piuttosto chiedere se si sono accorti di cosa è successo e che cosa ne pensano.
Seconda giornata – 12 settembre
Cominciamo riprendendo un po’ il contatto e la comune sintonia con un gioco con la palla”Up and down”: ognuno dice che cosa, rispetto al corso, lo fa sentire up e cosa down. L’up più diffuso riguarda il sentirsi bene nel gruppo, il down più diffuso la difficoltà a riportare nel contesto classe tutto questo, soprattutto per la difficoltà a ricreare coi colleghi questo tipo di rapporto e di unità di intenti.
Oggi parliamo di sexting e adescamento. Il senso del corso è dare degli strumenti e degli spunti operativi (il cerchio, la discussione guidata) in modo che possano emergere i problemi e le eventuali dipendenze dei ragazzi: il problema non sono le sostanze o I media ma la pervasività e la sostituzione. Affinare la vostra capacità di notare delle cose. La risorsa è la continuità della vostra osservazione, che rappresenta una risorsa ricchissima. Non dovete sentirvi voi quelli che devono risolvere, siete il punto di partenza, poi si affrontano le situazioni con una diagnosi e in seguito un trattamento.
È lo sviluppo del pensiero critico il vostro lavoro, un lavoro a monte. Devono abituarsi a scegliere, li stiamo accompagnando ad essere capaci di scegliere, dall’uso del telefono a tutto il resto.
Gli psicologi dicono che i device non possono essere dati ai bambini fino a due anni perché si creano dei problemi neuronali, alla vista, e psicologici nella gestione della frustrazione. Quelli da due anni in su non vanno lasciati davanti al video da soli, ma affiancarli continuamente. Sforzo di affiancamento, in modo in cui venga tutto tradotto in parole.
Nasce un dibattito sul problema dei genitori, ma quando non c’è sponda non si può intervenire.
Uscire dall’idea onnipotente del riuscire ad aggiustare tutto. Occorre investire su tutto sapendo che non tutto andrà bene, non tutti i semi lanciati attecchiranno.
Lando: porsi pochi obiettivi fattibili e portarli avanti nelle cinque ore in cui i ragazzi sono a noi affidati.
È importante tenere quel filo col ragazzo, accorgersi di cosa sa succedendo.
Il sexting è un termine che deriva da sex e text, significa inviare, ricevere e condividere link o foto a sfondo sessuale attraverso social e applicazioni a un destinatario. È un reato, detenzione di materiale pedopornografico. Il 15% dei ragazzi è coinvolto, il 35% conosce qualcuno che lo fa. Viene visto dagli psicologi come avvicinamento all’altro sesso. L’età del primo approccio è scesa alla seconda-terza media. C’è poi un discorso di contatto con ragazzi di altre culture che hanno un approccio al sesso più disinibito (per esempio i latini).
Portali coma Ask  sono come cataloghi in cui i ragazzi valutano le proprie foto e le informazioni postate. I Like ottenuti hanno a che fare con la sperimentazione, affacciarsi in una dimensione che fino ad allora è sconosciuta. Il portale è il viatico per una ricerca di conferma, diventa una palestra di costruzione dell’immagine di sé: piaccio o non piaccio? Ragazze molto truccate, con una scollatura appariscente, magari poco considerate dal gruppo nella vita, si sentono apprezzate.
Tanto non sono valorizzata nella realtà tanto son apprezzata sui social se mi pongo in maniera sessualmente esplicita.
Il sexting viene chiesto come prova d’amore (perché non mi mandi foto tue?). I ragazzi mandano le loro foto intime convinti di averle in due (chi manda e chi riceve), mentre le hanno i 5.000 dipendenti di WhatsApp e i genitori che detengono il contratto telefonico del ragazzo. Si tratta di detenzione di materiale pedopornografico, regolamentato dall’articolo 600 del codice penale con conseguenze legali non da poco. Una grossa difficoltà della Polizia Postale ê togliere questi contenuti dalla Rete. Le cose poi si intrecciano perché una foto sessualmente esplicita è un elemento di ricattabilità che è poi un elemento del cyberbullismo.
Bisogna fare attenzione nella comunicazione con gli adolescenti a non premere troppo il pedale sull'”è pericoloso” perché agli adolescenti il pericolo piace, ne sono fortemente attratti. La sfida al pericolo è un bisogno emotivo naturale e fisiologico. Oggi si fa la gara al selfie più folle: il selfie sulle rotaie o appesi al cornicione. Arrivare al limite, la sfida alla morte, è per loro un bisogno perché cercano di raggiungere il limite per riconoscerlo. Allora una comunicazione efficace è spiegare loro che non è solo il rischio, ma il rischio stupido, il rischio sproporzionato. Riconosco il tuo bisogno di rischiare e non lo nego, ma trovare una maniera non così autodistruttivo.
Un altro modo è la peer education, l’esperimento sociale in cui ragazzi di terza, quarta conducono in incontro con quelli di prima o seconda in cui parlano di queste cose. In un incontro è venuto fuori che le ragazze preferiscono i ragazzi c
Il piacere della responsabilità, di proteggere la mia immagine, di prendermene cura, il piacere del pudore. La dimensione è del tutto ribaltata. Scegliere come, quando e a chi condividere cose più o meno intime, in modo da poter poi permettere n avvicinamento. Se tutti vedono tutto dov’è il possibile avvicinamento? Il protagonismo della propria vita.
La dipendenza è la risposta distorta a un bisogno che di per sé è legittimo. Se io trovo comodo emotivamente e confacente stare nel virtuale ma perché devo spegnere il computer e tornare in piazza dove faccio così fatica? Più sono piccoli e più diventa quello il modo di agire le cose.
Il grooming è l’adescamento. La parola ha origine nel campo dell’equitazione, è il prendersi cura di un cavallo in modo progressivo in modo da conquistare la sua fiducia. Tra l’adulto e il minore nasce un rapporto di progressivo insinuarsi nella vita. In chat si usano nomi come Bambi, Peter Pan, si inizia una dialettica veloce fatta di abbreviazioni, che rapidamente diventa sottomissione psicologica. Nell’idea di chattare con una persona poco più grande di loro i ragazzi mandano foto di sé o filmano parti del corpo, che poi possono diventare materiale di ricattabilità.
Anche questo è un reato, è induzione alla prostituzione minorile.
Le dinamiche emotive che vengono messe bene in gioco sono la seduzione (con la forte gratificazione dell’apparente cura, ascolto, valorizzazione) e poi la virata verso la manipolazione e il ricatto. Questo è il momento in cui l’adolescente si rende conto che c’è qualcosa che non va, va in ansia e chiede di smettere, ma le cose in genere a quel punto sono già molto avanti.
Quando tutto questo diventa merce di scambio per soldi o ricariche si parla di microprostituzione. I ragazzi naturalmente non ne hanno coscienza, rispondono “Ma io ho solo mandato delle foto!”
Togliere la dimensione moralistica. Lavorare sempre sul campo mentale dell’adolescente: che cosa gli interessa? A che cosa stanno mirando?
Prensky, che è uno psicologo che dieci anni fa si è occupato dei nuovi media, ha suggerito le definizioni di Destrezza digitale, stupidità digitale e saggezza digitale. Usare la tecnologia con consapevolezza, col cervello collegato.
Video l’esercito del selfie e Tutto molto interessante: possiamo partire da lì. “Non abbiamo più contatti”, che è sottile: ne abbiamo tantissimi sul cellulare, pochissimi nella vita.
Discorso sulla privacy. Hanno la privacy gli adolescenti?
È un po’ come il diario dei figli adolescenti, ma quello è un prolungamento del tuo pensiero, lo scrivo, lo chiudo nel cassetto in cameretta. Nel caso del cellulare non si chiudono, tutto è buttato fuori nei mondo, riguarda anche gli altri.
Domanda: perché i bambini quando gli succede qualcosa di brutto non lo dicono ai genitori?
Si aggancia su un meccanismo psicologico del bambino. Il bambino è autocentrato: tutto quello che succede è legato a lui. Io ho tre anni, starnutisco, nel frattempo tuona, io penso di essere stato io. In assenza di spiegazioni, se mi è successa una cosa brutta, sarà stata colpa mia (esempio le separazioni).
Dare l’informazione che anche nelle ultime applicazioni che promettono di cancellare i dati in sette ore in realtà non si cancella nulla.
Il pensiero tossico.
– Voglio tutto e subito
– La tolleranza alla frustrazione non c’è
– L’assenza del senso della responsabilità: non è mai colpa mia.
Questo è il quadro della persona dipendente, anche in assenza di sostanze.
I ragazzi sono veloci, hanno strumenti che favoriscono la velocità e penalizzano la riflessione.
Simulazione sul sexting
Io che facevo Shaila, la ragazzina vittima, mi sono sentita non compresa, negata nel mio problema da due insegnanti occupate soprattutto a “normalizzare” il problema e a incasellarmi in un’etichetta.
Chi faceva Paolo, il ragazzo che ha pubblicato le foto: Io ero comodo perché nessuno arrivava a chiedermi veramente ragione di ciò che avevo fatto
Chi faceva Pietro: anche io mi sono sentito tranquillo, l’aggressività di Shaila era tutta rivolta su Paolo, anche gli insegnanti non mi hanno considerato.
Se noi insegnanti non scendiamo a livello umano, non andiamo a fondo, rimaniamo dei dispensatori di norme di etichetta.
Attenzione a curare la forma del feedback, che deve essere sempre “Io mi sono sentito così”, “A me ha suscitato questo”. Sapere che quando mi trovo in una situazione di un certo tipo mi esce fuori paura o fastidio mi può aiutare a riconoscere e magari a cambiare il mio modo di comportarmi. Rende consapevoli quegli automatismi emotivi che normalmente non percepiamo.
Terza giornata – 13 settembre
La tematica di oggi è il riferimento alla natura: l’albero delle soluzioni, il risveglio del bosco.
Un gioco in cui a coppie ci si conduce a vicenda, sulla fiducia e le connessioni. Se si fa in classe non favorire le coppie solite ma assortirle in maniera casuale, magari abbinando due immagini tagliate tipo memory.
Camminando per la stanza, accompagnati dalla musica (“Una mattina” di Ludovico Einaudi) facciamo il punto sul corso e lo sintetizziamo in una domanda, che scriviamo su un biglietto e depositiamo in un’urna.
Albero web reputation
Condizionamento della società dell’
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A LEZIONE DI ATTUALITA’

Written by admin. Posted in Notizie home, Un'avventura digitale: la cl@sse 2.0

Nella sezione digitale usiamo quotidianamente l’informazione on line per essere sempre “connessi” a ciò che avviene nel mondo e per trarre dalla cronaca quotidiana coinvolgenti lezioni di geografia e storia. E’ stato il caso del referendum per l’indipendenza della Catalogna, che in 1 e 2B abbiamo seguito per una settimana, dal 2 al 7 ottobre, approfondendo le ragioni di indipendentisti e unionisti e, di conseguenza, la storia della Spagna, il suo ordinamento politico e la sua economia. La giornata di sabato è stata dedicata al “nostro” referendum, che ha visto prevalere – per pochi voti – la posizione unionista in entrambe le classi. Durante il dibattito, sulla Lim di classe gli alunni hanno realizzato un Padlet con immagini e citazioni di entrambi gli schieramenti e hanno esposto le ragioni delle due posizioni. E’stato significativo vedere come dopo gli interventi di chi si era dichiarato simpatizzante di una o dell’altra opinione, i ragazzi si spostavano da una o dall’altra parte della classe (Indipendenza e Unione), se venivano convinti dagli argomenti apportati alla discussione. Padlet è un’applicazione che dà la possibilità di costruire un “muro” o bacheca virtuale in cui tutti possono aggiungere testi, link, immagini, video, mappe e documenti di vario genere. Nella sezione digitale è molto usato quando si tratta di confrontare diverse opinioni e per il cooperative learning. Per chi vuole saperne di più una bella descrizione e un tutorial al link https://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2014/07/31/padlet-un-muro-virtuale-per-appuntare-assemblare-collaborare/        facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

SCUOLA APERTA AL POMERIGGIO CONTRO LA DISPERSIONE SCOLASTICA

Written by admin. Posted in Area genitori, News, Notizie home

Partiranno da ottobre i primi corsi pomeridiani che l’Istituto comprensivo Rapallo, grazie al finanziamento assegnato nell’ambito dei PON europei (Programmi operativi nazionali),  propone per il recupero, potenziamento e valorizzazione degli allievi. Saranno tutti corsi gratuiti per le famiglie, oltre l’orario scolastico, e vedranno impegnati allievi delle Elementari e delle Medie in corsi di aiuto allo studio, sportivi, di potenziamento della lingua inglese, canto corale, scrittura creativa e laboratori scientifici. Il progetto della scuola rapallese, premiato dal Ministero e risultato primo in Liguria e secondo assoluto nel Nord Italia, si intitola “Per educare un ragazzo ci vuole un villaggio”, proverbio africano, ripreso da Papa Francesco, che ricorda il lavoro di collaborazione e di “rete” dell’IC Rapallo con tante altre associazioni, enti e scuole del territorio. Un’alleanza col territorio che permette alla scuola di offrire opportunità di recupero a chi presenta difficoltà negli apprendimenti, offrire percorsi di valorizzazione dei talenti e delle eccellenze e potenziare anche la preparazione di quegli alunni che sono in una sorta di “fascia grigia”, attorno alla sufficienza, poco sopra o poco sotto. I nuovi corsi si aggiungeranno alle opportunità per il recupero già proposte dell’Istituto rapallese: tutoraggio con ex docenti, oppure con allievi dei licei del territorio che vengono a supportare i compagni più piccoli, in una logica di peer to peer; corsi di recupero di Italiano, Matematica, Lingue straniere; progetti mirati per allievi con problematiche particolari, ecc) ma anche per la valorizzazione (certificazione KET-Inglese e DELF-Francese, corso ECDL in collaborazione con il Comitato genitori, corso di latino per chi frequenterà il liceo, corsi sportivi per i ragazzi che non frequentano associazioni sportive, corso di giardinaggio, concorso per la realizzazione di abiti, ecc). “Ci è stato possibile ampliare l’offerta gratuita per le famiglie grazie al finanziamento dalla Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Bando “Stiamo tutti bene – KIT Costruiamo il futuro” per un progetto di contrasto alla dispersione scolastica – dice il Dirigente scolastico Giacomo Daneri – con una partnership che ha contato almeno una decina di adesioni, tra cui lo stesso Comune di Rapallo, con cui si è avviata l’esperienza del Consiglio comunale dei Ragazzi. Anche per l’anno scolastico 2018 la Compagnia ha premiato il nostro Istituto, con un contributo di 10.000 euro: si aggiungeranno, accanto a quelli previsti dal finanziamento europeo, ulteriori possibilità di intervento per seguire i ragazzi in difficoltà, ma anche per offrire spazi creativi, come corsi di teatro, di fotografia e di robotica educativa. L’obiettivo è cercare di offrire a ciascun ragazzo la possibilità di ottenere un proprio successo formativo; per chi è in difficoltà, la possibilità di recuperare; per chi è bravo, la possibilità di sviluppare le proprie attitudini”.    facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

GRADUATORIE DEFINITIVE D’ISTITUTO DOCENTI 2017 2020

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1 FASCIA DEFINITIVA SECONDARIA ALBO 08 09 17 1 FASCIA DEFINITIVA  PRIMARIA ALBO 08 09 17 1 FASCIA DEFINITIVA  INFANZIA X ALBO 08 09 17facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

UNA RINNOVATA ENERGIA: I SALUTI AGLI ALUNNI E AI LORO GENITORI

Written by admin. Posted in Area genitori, Area studenti, News, Notizie home

Carissimi tutti, si apre oggi un nuovo anno scolastico e l’inizio porta sempre con sé un sentimento di rinnovata energia: comincia una nuova avventura e fascino e timore per quanto potrà accadere si mescolano fortemente. La certezza è che anche quest’anno si gioca una partita importante per il futuro di bambine e bambini, ragazze e ragazzi del nostro Istituto. Un pensiero particolare va a tutti coloro che iniziano il loro percorso: i bambini di tre anni che entrano nella Scuola dell’Infanzia, quelli che cominciano la prima elementare e coloro che iniziano il ciclo delle medie. Altrettanto importante è l’anno che si apre per allieve ed allievi che finiranno il loro percorso e dovranno compiere una scelta importante per il proseguimento degli studi. Vi propongo qualche riflessione. Prima di tutto, permettetemi di ringraziare in particolare tutti coloro che in questi giorni si sono prodigati per permettere che la scuola oggi iniziasse regolarmente per l’Infanzia di Via Bobbio e per la Primaria Pascoli; i due plessi, per gli indispensabili lavori di ristrutturazione, rischiavano seriamente di dover rimandare il giorno di apertura. Il lavoro continuo e straordinario di questi giorni di tante persone, dai genitori del Comitato alla mia direttrice dei servizi, dai docenti ai collaboratori scolastici, ha permesso di compiere un piccolo miracolo: chi ha avuto modo di vedere la situazione di soli 8 giorni fa sa che questa non è vuota retorica. Lasciatemi celebrare questo inizio d’anno come una vera e propria festa. Senza dimenticare il lavoro preziosissimo delle mie assistenti amministrative, che hanno supplito in questi giorni a tante situazioni di difficoltà. In secondo luogo una notizia importante. Una buona notizia. A fine giugno abbiamo avuto la certezza che un progetto del nostro Istituto ha ottenuto un finanziamento di quasi 45.000 euro dalla Comunità europea, per la realizzazione di attività a contrasto della dispersione scolastica. Non solo: il nostro Istituto con il suo progetto è arrivato primo in Liguria e secondo in tutto il Nord Italia. Il finanziamento ci permetterà di proporre iniziative gratuite ai nostri allievi della Primaria e della Secondaria, dai corsi sportivi al canto corale, dalle lezioni sul metodo di studio, al potenziamento di inglese, dal laboratorio scientifico al corso per realizzare un giornale in classe, al percorso fra le arti e alla scoperta di sé. Notizie più particolareggiate sulla partecipazione saranno fornite in seguito. Si tratta di un riconoscimento importantissimo, che premia il lavoro di questi anni e il metodo di una rete di collaborazioni che il nostro Istituto sta intessendo da anni. Il progetto ha come titolo generale “Per educare un ragazzo ci vuole un villaggio”, proverbio africano, ripreso da Papa Francesco. Ci vuole cioè l’apporto di tutti per poter realizzare qualcosa di significativo. Una terza riflessione, collegata alla precedente: una ragazza di quindici anni (quindici!) morta per overdose a metà luglio, altri fatti di questa estate, come la giovanissima età degli attentatori di Barcellona, interrogano la nostra coscienza. Noi adulti non possiamo fare finta di niente, abbiamo responsabilità precise. Che “villaggio” stiamo costruendo per i nostri figli e figlie? Che valori, che visioni della vita comunichiamo loro? Una visione in cui vince chi sgomita e spinge più degli altri per emergere, oppure una visione in cui ognuno ha un valore, ogni persona è preziosa, con le sue caratteristiche e la sua storia? Nessuno ha delle risposte preconfezionate, ma nella nostra scuola c’è un gruppo di persone che cerca di costruire qualcosa che duri di più di una semplice lezione scolastica. Per finire. Ho letto, quest’estate, una frase in un articolo che mi ha colpito: citava una scritta comparsa sui muri di una scuola costruita a Reggio Emilia, subito dopo la seconda guerra mondiale:”Uomini e donne insieme abbiamo costruito i muri di questa scuola perché la volevamo nuova e diversa per i nostri bambini”. Oggi, è vero, non usciamo da una guerra mondiale, e non abbiamo da costruire dei muri, ma forse il vuoto di significato che a volte ci assedia non ci mette in una posizione poi tanto diversa: noi potremmo dire, nel nostro piccolo: “Uomini e donne insieme, genitori e docenti insieme, stiamo costruendo la “carne” di questa scuola, perché la vogliamo nuova e diversa e significativa per i nostri bambini e ragazzi”. Spero che queste parole e la coscienza della loro verità – ognuno può dare il suo contributo, piccolo o grande – accompagnino il cammino e l’avventura di questi mesi. Buon inizio a tutti.   Il Dirigente scolastico Giacomo Danerifacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

L’augurio di inizio d’anno del Dirigente scolastico

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Qui di seguito la lettera augurale inviata a tutti, allievi, genitori, personale, per l’inizio dell’anno scolastico 2017-18 Lettera      facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

ELENCHI CLASSI PRIME SECONDARIA PRIMO GRADO

Written by admin. Posted in Area genitori, Avvisi istituzionali

Si pubblicano la comunicazione e gli elenchi definitivi delle classi prime della Scuola Secondaria primo grado Comunicazione Elenchi      facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

ORARI PRIMI GIORNI DI SCUOLA E INCONTRI PER I GENITORI

Written by admin. Posted in Area genitori, Avvisi istituzionali, News, Notizie home

Meno quattro al fatidico primo giorno di scuola, ma come si svolgeranno le attività iniziali e a quali incontri sono invitati i genitori? Ecco tutte le risposte nei due link sottostanti:            facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

LIBRI DI TESTO SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE

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In questa pagina troverete gli elenchi dei libri di testo per la scuola elementare Pascoli e media ex Giustiniani. Cliccate sulla classe di riferimento e aprite il PDF: per vederlo in formato orizzontale il comando è “Vista – ruota” SCUOLE ELEMENTARI PASCOLI Classi prime Classe 1A Classe 1B Classi seconde Classe 2A Classe 2B Classe 2C Classi terze Classe 3A Classe 3B Classi quarte Classe 4A Classe 4B Classe 4C Classi quinte Classe 5A Classe 5B SCUOLE MEDIE EX GIUSTINIANI Classi prime Classe 1A Classe 1B Classe 1C Classe 1D Classe 1F Classe 1G Classe 1H Classi seconde Classe 2A Classe 2B Classe 2C Classe 2D Classe 2F Classe 2G Classe 2H Classi terze Classe 3A Classe 3B Classe 3C Classe 3E Classe 3F Classe 3G Classe 3H  facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather