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CYBERBULLISMO: SCUOLA E FAMIGLIA FANNO MURO

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Che c’azzecca Walt Disney con la sicurezza in rete? C’entra, c’entra. Quando Cucciolo in “Biancaneve” chiude a doppia mandata la porta della grotta che custodisce il tesoro dei nani, lascia poi la chiave vicino alla porta stessa. Come a dire “prego signori ladri, accomodatevi”: così accade nella realta virtuale quando utilizziamo password troppo “facili” o non impieghiamo sistemi di sicurezza per proteggere la rete wifi.

Di questo e di molto altro ha parlato il soprintendente Scillia,della Polizia postale di Genova, con  qualche docente e con i genitori (più di settanta) dell’Istituto Comprensivo Rapallo, che hanno accolto l’invito del Dirigente scolastico Giacomo Daneri e hanno partecipato all’incontro, scoprendo ulteriormente, loro malgrado, quanto sia difficile il mestiere di padre e madre. “Noi non lasceremmo mai i nostri figli da soli in un locale malfamato: perché invece non effettuiamo controlli sugli accessi e i gruppi online da loro frequentati? Se ci preoccupiamo che non si facciano male fisicamente, perchè non avere la stessa accortezza quando navigano in rete?” ha affermato tra le altre cose il Soprintendente.

“E’ stato un incontro molto istruttivo ed interessante – dichiara un genitore – anche se non è stato facile ascoltare alcuni passaggi, visto che ponevano in primo piano la responsabilità dei genitori, quale “anello debole” della situazione. In effetti non è certo colpa dei ragazzi se non vengono messe in atto adeguate misure di prevenzione e se non c’è consapevolezza che insulti, minacce, reati virtuali sono a tutti gli effetti reati reali.

“E’ importante che la scuola – aggiunge una mamma – offra opportunità di questo tipo, perchè vengano affrontate problematiche che a volte i genitori si trovano a subire da soli, senza il supporto di nessuno”.

Ma il Soprintendente, che si è servito anche di filmati durante la sua esposizione, non ha messo in luce soltanto aspetti negativi: il vero scopo dell’incontro è stato infatti quello di rendere consapevoli i genitori (e nei giorni precedenti i ragazzi) che Internet è un eccezionale strumento di comunicazione (e che in un ambiente come la scuola può avere un valore centrale sia per gli apprendimenti che per la corretta socializzazione); come tutti gli strumenti va però conosciuto e va imparato il suo uso adeguato, per sfruttarne davvero al massimo le potenzialità ed evitarne i pericoli.

  A SCUOLA DI SICUREZZA: la Polizia postale incontra gli allievi dell’Istituto 22-11-2012: “deriso su Facebook, si suicida a 15 anni”, 7-1-2013: “presa in giro su FB, si uccide a 14 anni”; 25-5-2013: “suicida a 14 anni, 8 ragazzi indagati per istigazione”; 14-9-2013: “Bologna: maxirissa per una lite nata su ask.fm”. Sembra una triste litania, quella che si può scorrere alla ricerca di casi di cyberbullismo, un fenomeno che sembra in crescita esponenziale tra i ragazzi delle nostre scuole. Se il bullismo è un atteggiamento costante di sopraffazione fisica e/o psichica, messa in atto da uno o più soggetti nei confronti di persone più deboli o semplicemente prese di mira per i motivi più futili, quello che si va sviluppando in rete (anche grazie alla facilità di accesso dei più giovani a siti e gruppi anche su cellulari) è un atteggiamento più subdolo e vigliacco, perché minaccia e insulta non direttamente ma dietro lo schermo di un pc o con i tasti di un cellulare. Ecco allora la necessità di una riflessione da parte del mondo degli adulti sul nuovo e spiazzante fenomeno, anche perché talvolta tali problematiche nascono da ragazzini insospettabili. Fondamentale, quindi, soprattutto nelle scuole, una formazione/informazione con veri esperti del settore. All’Istituto Comprensivo Rapallo la settimana dedicata alle problematiche legate all’uso consapevole della rete, si è aperta martedì 8 aprile con l’incontro con un soprintendente della Polizia postale di Genova e  si chiuderà sabato 12 aprile alle ore 10,00 con un incontro aperto alla cittadinanza nell’Aula Magna dell’Istituto, questa volta con i genitori e i docenti. E’ proprio il mondo degli adulti, infatti, che necessita di strumenti per capire la realtà che sta cambiando. “Internet è come un coltello; è uno strumento utilissimo ma se lo usi male finisci per ferire te stesso e gli altri”; “condivideresti mai la tua intimità con uno sconosciuto?”; “La rete non è un luogo virtuale come tantissimi credono, ma un luogo totalmente reale”. Sono alcuni passaggi dell’incontro che il soprintendente della Polizia postale di Genova, ha tenuto con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Rapallo. L’esperto in informatica, violazione della privacy, reati connessi all’uso illegale di Internet, ha condotto un dialogo in maniera comprensibile ed efficace con quasi duecento ragazzi della scuola media (età 11-12 anni), aiutandoli a sfatare alcuni miti molto in voga e a diventare più consapevoli dell’utilizzo della rete e degli altri mezzi di comunicazione. “Internet, i social network o le applicazioni dei cellulari sono strumenti: nè buoni nè cattivi a priori: dipende dall’uso che se ne fa – ricorda il Dirigente scolastico dell’Istituto Giacomo Daneri – possono essere utilizzati come vere armi improprie oppure come mezzi per apprendere e socializzare in modo positivo. Ormai fanno parte della nostra vita, è inutile demonizzarli; piuttosto è fondamentale fornire ai ragazzi gli strumenti adatti per impiegarli al meglio. Siamo particolarmente contenti di questo incontro che avevamo chiesto da tempo e che gli incaricati della Polizia postale ci hanno potuto concedere solo ora, per le numerosissime richieste che ricevono da tante scuole.”facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

LA SCUOLA PASCOLI VINCE IL PALIO DI CARNEVALE

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La scuola Pascoli, insieme a circa 700 alunni di altre scuole elementari cittadine, ha partecipato alla quarta edizione del Palio di Carnevale, una manifestazione che ogni anno viene promossa dalla Pro Loco Capitaneato con il patrocinio del Comune e della Regione.

L’ entusiasmo dei nostri bambini è salito alle stelle quando la giuria, durante la cerimonia di premiazione svoltasi nella sala consiliare, ha pronunciato il proprio verdetto:-Gli alunni e gli insegnanti della scuola G.Pascoli hanno saputo svolgere in modo completo, il tema proposto ”Cibo e Sport: energia e vita” con uno spettacolo colorato, allegro, corale e molto coinvolgente, con uno sguardo particolare alla nostra Rapallo “Città dello Sport 2014”-. Alla scuola è stato quindi consegnato il “Palio” che ora fa bella mostra di sé nell’ atrio: un drappo confezionato dalle artigiane di Zoagli con la tecnica del “patchwork” e raffigurante la mascotte della manifestazione, il cavalluccio marino “Hippo”.

Nel dettaglio gli alunni, con costumi e maschere realizzati con materiale di riciclo, hanno rappresentato i cibi “buoni” e i cibi “cattivi” per quanto riguarda il benessere ed una sana pratica sportiva, poi due piatti della tradizione, come il “tuccu” genovese ed il ragù napoletano evidenziandone somiglianze e differenze; i bambini quindi, mascherati da cibi e da piatti, sono stati “conditi”, nelle loro performances, dalle musiche di We are the champions , della tarantella, di That’s amore e di Mister Saxobeat, che hanno fatto vincere alle Pascoli anche la menzione speciale per la migliore colonna sonora!

Più di così!

                                                                                                                                                                              002126_PASCOLI  PALIO_04.03.14 002415_PASCOLI  PALIO_04.03.14

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PARIGI VAL BENE UN VIAGGIO!

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4 APRILE 5° GIORNO La sveglia mattutina quest’oggi è all’alba: è il giorno della partenza. Facciamo i bagagli e, mogi, scendiamo per la colazione. Saliti sul pullman guardiamo in silenzio le strade di Parigi scorrere sotto i nostri occhi: cerchiamo di imprimerci nella mente queste immagini per portarle con noi ancora un pochino. Quando entriamo in autoroute e Parigi è ormai alle nostre spalle, Flavio, il nostro autista, fa del suo meglio per tenerci allegri con musica e film. Anche grazie a lui il viaggio di ritorno sembra più breve di quello dell’andata. Arriviamo a Rapallo in serata e in piazza Cavour parte un countdown che esplode in vista di piazza delle Nazioni: scendiamo accolti da genitori e amici come eroi. Un po’ ci sentiamo così per davvero: abbiamo scoperto la grande bellezza di una delle più grandi città del mondo, abbiamo parlato per cinque giorni in una lingua straniera, abbiamo fronteggiato tante situazioni nuove senza l’aiuto degli adulti. Quello che può sembrare una semplice gita scolastica per noi che l’abbiamo vissuta è stata molto di più… e ora non vediamo l’ora di raccontarla. A bientot! 3 APRILE 4° GIORNO Sur la rive gauche on pense, sur la rive droite on dépense dicono a Parigi per distinguere le diverse atmosfere che si respirano sulle due rive della Senna: sulla sinistra si pensa perché è la sede della Sorbona, delle piccole librerie antiquarie e dei locali frequentati dagli intellettuali, sulla destra si spende perché vi si trovano i negozi eleganti e i templi dello shopping come le Galeries Lafayette, che sono la nostra meta di stamattina. photo1Solo dopo il Musée d’Orsay, però, dove si trovano le opere dei maggiori artisti impressionisti. Situato di fronte ai giardini delle Tuileries, il museo è posto all’interno della vecchia stazione d’Orsay, un edificio costruito per l’esposizione universale del 1900. Il museo stesso è quindi un’opera d’arte, ce ne accorgiamo percorrendolo in lungo e in largo alla scoperta dei dipinti di Delacroix, Manet, Gauguin, Cézanne, Monet, Renoir, Sisley e Van Gogh. A differenza del Louvre, l’atmosfera qui è molto più intima e raccolta, cosa che ci permette di stabilire ogni volta un rapporto personale con le opere. Stiamo a lungo davanti alla scultura della ballerina di Degas, che ci ipnotizza con la sua modernità, e davanti al quadro che rappresenta tutta la compagnia degli impressionisti intenti ad omaggiare Delacroix perché ci restituisce tutto il senso di un’orgogliosa appartenenza a un gruppo che dai contemporanei era incompreso e deriso. Ci incantiamo di fronte al grande orologio trasparente dell’antica stazione, attraverso il quale si vede Parigi, e ancora una volta apprezziamo la presenza di decine di bambini piccolissimi, ognuno col proprio taccuino da disegno, che sotto la guida dei loro insegnanti provano a riprodurre i grandi capolavori. Usciti dal museo eccoci in un attimo davanti alle Galeries Lafayette.IMG_0616 per sito Difficile descrivere le espressioni di stupore dei ragazzi una volta entrati nel leggendario grande magazzino di Boulevard Haussman: tutti a naso in su e a bocca aperta di fronte alla magnifica cupola art nouveau, sopraffatti di fronte allo splendore di quello che non ha assolutamente niente a che vedere per grandezza, bellezza e sfarzo con qualsiasi delle nostre gallerie commerciali. Nel secondo sito parigino più visitato dopo il Louvre ci perdiamo ad ammirare ogni particolare degli spazi dedicati a ogni tipo di griffes e di prodotti, dalla moda agli accessori, passando per la bellezza, la decorazione e la gastronomia, distribuiti in 70.000 metri quadrati di superficie su quattro livelli, con vista spettacolare sul quartiere dell’Opéra all’ultimo piano. Nella nostra mattinata dedicata allo shopping non può mancare una capatina all’Hard Rock Café, celebre locale-museo del rock in boulevard Montmartre che accanto a un’ambientazione esaltante (21 schermi che trasmettono ininterrottamente video musicali con un incredibile sistema audio, un palco per le esibizioni live, chitarre elettriche dappertutto) alla cucina rigorosamente american style unisce un’esposizione unica al mondo di cimeli appartenuti alle più grandi rockstar. Qui ci estasiamo di fronte al cappellino di Eminem, ai vestiti di scena di Elton John e al testo originale di “Light my fire” scarabocchiato su un foglietto da Jim Morrison, ma soprattutto facciamo incetta di magliette e gadget per noi e per i compagni rimasti a casa. La vista dei mastodontici hamburger che ci sono passati sotto il naso all’Hard Rock Café ci ha suscitato un certo languorino, così raggiungiamo il nostro ristorantino di fronte a Notre Dame, dove Didier ci ha preparato una salade, pollo e patatine, glace crema e cioccolato e l’ormai immancabile tarte aux pommes. IMG_0691 per sitoIl pomeriggio è tutto dedicato a lei, la torre simbolo della città e dell’intera Francia, che col suo inconfondibile profilo ci aiuta ad orientarci di giorno e col suo fascio di luce a intermittenza ci esalta la sera. Mentre ci dirigiamo in pullman verso il Trocadero Andreina ci racconta che quando è stata costruita, in occasione dell’Esposizione Universale del 1889, la Tour Eiffel non piaceva a nessuno: troppo ingombrante con i suoi 312 metri d’altezza (dai contemporanei veniva chiamato “l’asparago di ferro”!) e troppo moderno l’uso del ferro in un’epoca in cui si costruiva in pietra. Tra i suoi detrattori c’era anche il nostro Gabriele D’Annunzio, che dichiarava: “Sono ossessionato dalla torre… l’unico posto dove sto bene è in cima ad essa perché così non la vedo”. Poi gli ottimi affari che si facevano con i migliaia di visitatori che ogni giorno raggiungevano in ascensore la sua sommità per ammirare la città dall’alto e i primi esperimenti di telegrafia che sono stati condotti proprio da qui hanno convinto i francesi a non abbatterla come era deciso. Oggi questo monumento così elegante appartiene per il 51% alla municipalità di Parigi e per il 49% agli eredi di Gustave Eiffel, l’ingegnere che l’ha ideata e costruita. Ogni sei anni viene completamente ridipinta da imbianchini-apinisti con colori che variano dal grigio al marrone al violetto. Non saliamo sulla cima (dove il vento la fa oscillare di circa 12 centimetri) perché l’ascensore dell’ultimo tratto è troppo piccolo per contenerci tutti, ma già al secondo piano, dove ci fermiamo, la vista è mozzafiato e gli scatti di macchine fotografiche e cellulari crepitano a più non posso. IMG_0694 per sitoPrima di tornare in albergo facciamo una puntatina al Marais, delizioso quartiere che solo a Parigi ha mantenuto l’architettura pre-rivoluzionaria. E’ un piacere per gli occhi vedere i ragazzi giocare in Place des Vosges, seicentesca piazza quadrangolare contornata da edifici in mattoni con un porticato alla base sul quale si affacciano le gallerie d’arte di maggiore tendenza e le boutiques dei giovani stilisti emergenti. Il Marais infatti è considerato uno dei quartieri più alla moda della città. Le vie circostanti, rue des Rosiers, rue Vieille du Temple e Rue Pavée ospitano la comunità ebraica della città e nei negozi e nei ristoranti di questo angolo di quartiere si possono trovare specialità tipiche. Qui anche gli insegnanti finalmente si rilassano, mentre il sole al tramonto fa risplendere l’arancione degli antichi palazzi.   2 APRILE  3° GIORNO Oggi e’ il giorno del Louvre. Sapere che stiamo per entrare nel museo più famoso e visitato del mondo non ci prepara allo spettacolo che che ci accoglie appena entrati nel grande cortile dominati dalla piramide di vetro di Leoh Ming Pei.IMG_0469 per sito
Qui tutto è gigantesco, a partire dal parcheggio sotterraneo che può ospitare centinaia di torpedoni, il cui incessante viavai è regolato da solerti inservienti vestiti di blu. Saliti al primo piano ci accoglie la visione della mastodontica hall del museo in luminoso marmo chiaro, circondata da negozi e caffè e percorsa da fiumane di turisti preceduti dalle guide che brandiscono buffi segni di riconoscimento come ombrellini e bandiere (la nostra Andreina ha un girasole dal quale non si separa mai). Ci dividiamo i due gruppi, capitanati dalle nuove guide Oratio e Brigitte, e cominciamo la visita partendo da un monumento… che non c’è! La Nike di Samotracia infatti è in restauro, ma vale la pena spendere ugualmente qualche parola su questo straordinario capolavoro dell’età ellenistica, che celebrava una vittoria navale accogliendo ad ali spiegate i naviganti che entravano nel porto dell’isola. La dea alata che ha ispirato tra gli altri il logo della Nike e’ solo l’inizio di un’entusiasmante carrellata di opere famosissime: Diana cacciatrice, le tre Grazie, l’ermafrodita dormiente e il magnifico gruppo marmoreo del Canova Amore e Psiche, che ci lascia silenziosi e incantati di fronte all’infinita dolcezza dell’abbraccio tra il dio e la sua amata.
603592_235688876618660_1429729125_nE’ stato calcolato che per vedere tutto il Louvre occorrono quattro mesi, naturalmente andandoci tutti i giorni per otto ore al giorno tutti i giorni della settimana.  Occorrono scelte drastiche ed è quello che facciamo noi scegliendo di visitare solo i grandi quadri del romanticismo, le stanze del re e la sezione del rinascimento italiano. Questo ci porta di fronte alle grandi “star” del Museo: “Il giuramento degli Orazi e Curiazi” di Jacques Louis David, manifesto del neoclassicismo, “La libertà guida il popolo” di Eugène Delacroix e “La zattera della Medusa” di Theodore Gericault, quadri simbolo del romanticismo che i ragazzi mostrano di conoscere bene commentandone i particolari visti tante volte sui libri di arte e di storia. Mentre proseguiamo nella visita, passando di fronte all’imponente “Incoronazione di Napoleone” di David, avvertiamo il brusio e l’eccitazione crescente di una grande folla: ci stiamo avvicinando alla sala che ospita la primadonna dell’arte mondiale, la Monna Lisa di Leonardo da Vinci, che qui è riprodotta praticamente dappertutto, dai poster ai grembiuli da cucina. All’interno la calca è indescrivibile: la gente appare disposta a tutto pur di conquistarsi un posto in prima fila davanti al celebre dipinto e in una babele di lingue si sprecano le proteste per le immancabili sgomitate. 10168008_235688896618658_596240766_nL’impressione è più simile a quella che si prova a un concerto degli One Direction con gli strilli delle ragazzine fanatiche che non quella di un museo e anche i ragazzi si rendono conto senza bisogno di troppe spiegazioni di quanto abbia dato effetti nefasti la spettacolarizzazione di un’opera che ormai più nessuno guarda se non attraverso l’obiettivo di un cellulare. Di Leonardo ammiriamo molto più tranquillamente la Vergine delle rocce, il Giovanni Battista, e la magnifica “Belle Ferronière” – che deve il suo nome alla catenina di ferro che le cinge la fronte e che non ha nulla da invidiare a opere più celebri come la più conosciuta ”Dama con l’ermellino” – affiancati dalle stravaganti composizioni con frutta, verdura e fiori dell’Arcimboldo.
Il tempo al Louvre vola e in un attimo siamo fuori. Resistiamo eroicamente alla tentazione di comprarci una Monna Lisa segnatempo ed eccoci di nuovo in pullman, alla volta di Notre Dame. La brasserie dove pranziamo, Le Jardin de Notre Dame, e’ la quintessenza della francesità: mangiamo insalata con la vinaigrette, tacchino alla piastra con una montagna di fragranti patatine fritte ma soprattutto assaggiamo la tarte aux pomme, considerata il dolce nazionale e veramente deliziosa. IMG_0514 per sitoIl proprietario, che non si stanca di lodare la vista davvero splendida del suo locale sui giardini fioriti della cattedrale, è uno juventino sfegatato a cui brillano gli occhi parlando di Platini e di Trezeguet. Impossibile non fare subito amicizia e terminare il pranzo con l’inno della Vecchia Signora e il dono di una bandiera del Paris Saint Germain con tanto di dedica.
Nel pomeriggio visitiamo la cattedrale, nel cuore dell’Ile de la Cité e quindi di tutta Parigi, superbo esempio di architettura gotica. Nella grande piazza davanti a questa cattedrale, che sembra ricamata in marmo, gli artisti di strada si travestono da Quasimodo, divertendosi a spaventare i passanti e dando luogo a divertenti scenette. Di fronte alla Saint Chapelle la nostra guida Andreina ci da’ una spettacolare lezione di storia dell’arte invitandoci a costruire fisicamente una cattedrale gotica… con i nostri corpi! Abbiamo costruito prima una cattedrale romanica con arco a tutto sesto trasformandola poi in cattedrale gotica con archi a sesto acuto con una navata, poi con tre, poi con cinque, come Notre Dame, andando a inserire a coronamento i dongioni, cioè i gargoiles, animali mitologici che fanno da grondaia e dominano tutta la città dall’alto.IMG_0680 per sito
La sera, come nella migliore tradizione parigina, si va a Montmartre a farsi fare la caricatura dai pittori che affollano la celebre piazzetta e ad applaudire gli artisti di strada coi loro spettacoli circensi (ma la sorpresa è tutta loro perché il nostro Ermanno Rava, che si esibisce in una serie di prodigiose acrobazie per l’entusiasmo dei turisti, si dimostra molto più bravo!).
1 APRILE  2° GIORNO
Svegliarsi a Parigi e’ una meraviglia. Dalla finestra del nostro albergo (che è nel quartiere dello Stade de France, teatro della vittoria francese ai Mondiali del ’98) arriva il rumore attutito del traffico che cresce mentre la città comincia a correre e la luce dell’alba indora i tetti di antica ardesia e le avveniristiche superfici in vetro dei grattacieli. Scendiamo a fare colazione elettrizzati all’idea che tra pochi minuti cammineremo nel cuore della ville lumiere e i fragranti croissant non ci sono mai sembrati così buoni. Facciamo conoscenza con la nostra guida locale, Angela, che consegna a ognuno di noi una carta della città e nel tragitto per il centro, sul pullman ci insegna a orientarci.
Parigi e’ un esagono, intorno c’è la circonvallazione, la “periferique”, al suo interno ogni zona corrisponde a un “arrondissement”. Chi ha la puzza sotto il naso abita immancabilmente nel sedicesimo, mentre gli intellettuali popolano i quartieri della rive Gauche, dove si trovano anche le università.IMG_0399 per sito
Parigi e’ una città di grandi contrasti, tra i quartieri popolari pieni di bancarelle e quartieri chic con i negozi eleganti delle grandi griffes. Mentre scivoliamo silenziosi verso il centro osserviamo che in tutte le strade le strade scorre un rivolo d’acqua: e’ quella della Senna con cui la mattina si fa pulizia.
Passiamo accanto all’Opera Garnier, rutilante di bronzo e oro, dove vediamo l’entrata imperiale che Napoleone si fece costruire per timore degli attentati: grazie a una lussuosa rampa l’imperatore poteva evitare il popolo assiepato e arrivare al suo palco direttamente in carrozza.
Ci incantiamo di fronte alla solennità della place Vendome, con al centro una statua immensa fatta costruire da Napoleone con i cannoni fusi del nemico sconfitto nella battaglia d’Austerlitz. Nonostante le cancellate nere con le punte dorate ci facciano capire che molti degli edifici che vediamo erano residenze reali, non c’è in tutta Parigi un’effigie di un re: sono state tutte abbattute e fuse dalla Rivoluzione.
Ecco finalmente stendersi davanti a noi in tutta la loro spettacolare lunghezza gli Champs Elysees: quante volte a Rapallo abbiamo cantato la loro canzone preparandoci a vedere lo spettacolo teatrale sul maggio francese! La intoniamo a gran voce anche stavolta, mentre percorriamo il grande boulevard dal nome mitologico del luogo dove passeggiano le anime prima di accedere al paradiso.
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Un po’ ovunque bandiere verdi sventolano al sole annunciando la prossima maratona che si terra’ qui, proprio di fronte alle centinaia di negozi che tengono aperto fino a mezzanotte: “42.195 km dans la plus belle ville du monde“.
E’ un attimo ed ecco venirci incontro la sagoma inconfondibile della “belle dame”, la tour Eiffel, fatta costruire per il centenario della rivoluzione come monumento poi smontabile e diventata invece il simbolo di Parigi. Sulla celebre torre i ragazzi sanno proprio tutto e alla guida non resta che complimentarsi per la loro preparazione.
Sfiliamo di fronte a Les Invalides, il grande edificio che Luigi XIV fece costruire per accogliere i reduci delle sue guerre, che spesso erano costretti al loro ritorno a vivere d’elemosina perché gravemente mutilati: arrivo’ ad ospitare quattromila soldati, oggi al suo interno si trovano il museo delle armi, quello delle due guerre mondiali e quello della Liberazione. Sormontata da una testa di cavallo in marmo, vediamo la scuola militare frequentata da Napoleone, che vi entrò a soli dieci anni e a quindici era già quello che definiremmo un gran secchione. Lo scenario cambia completamente quando entriamo in Fauburg Saint Honore, via elegantissima dominata da griffes siderali come Chanel, Ghivency, Gucci e Armani. Poco distante c’è l’Eliseo, residenza del Presidente della Repubblica Hollande, che sta per fare una dichiarazione, come testimonia la presenza di una piccola folla di giornalisti ansiosi. Svoltiamo di fronte alla Madeleine, dietro alla quale si trovano le grandi firme della ristorazione, come il celebre Fauchon. Finalmente possiamo sgranchirci le gambe, prima nella monumentale place de la Concorde, poi nei giardini di Notre Dame, profumati di una miriade di fiori primaverili e peschi in piena fioritura. Con gli occhi pieni di bellezza pranziamo al Fou du Roi e poi via alla volta di Versailles. Della residenza del re Sole ne abbiamo sentito parlare davvero tante volte, ma nulla può prepararci all’immensità della reggia e all’inaudito sfarzo dei suoi arredi. Visitiamo la sala degli specchi, quella delle battaglie, la stanza da letto del re dove si teneva la famosa cerimonia della levata alla presenza dei nobili prescelti e una quantità infinita di ambienti che rivaleggiano uno con l’altro per bellezza e ricchezza. In molte stanze sono presenti video e plastici che ci permettono di ricreare la vita a corte. IMG_0449 per sitoCi colpisce vedere tra i visitatori classi di bambini molto piccoli, attenti alle spiegazioni delle guide o impegnati in laboratori artistici, segno di una grande attenzione alla divulgazione del patrimonio culturale della propria nazione: davvero da prendere d’esempio. Torniamo a Parigi affamati: ci aspetta una cena a base di quiche Lorraine, cordon bleu e bignè alla crema.
Poi la città si veste da sera e noi la ammiriamo dalla Senna, su un bateau mouche, che sembra un piccolo carnevale viaggiante per l’entusiasmo che si sprigiona ogni volta che passiamo sotto un ponte illuminato, tra i saluti di chi passeggia sul lungosenna e il festoso agitarsi di mani di quelli dei passeggeri degli altri battelli. Ogni ora la Tour Eiffel si riveste di luci scintillanti, mentre il riflesso del suo faro saetta nel buio della notte, visibile in ogni parte di Parigi. E’ un momento speciale, in cui ci sembra davvero di viverla più forte questa città che dal fiume svela angoli di segreta bellezza, come le sale illuminate del Musée d’Orsay, romantici giardini dell’Ile Saint Louis, un candido bateau mouche che ci sfreccia accanto lasciando una scia di salsa e merengue: i suoi passeggeri stanno seguendo una lezione di danza latinoamericana. Torniamo in albergo consapevoli di aver vissuto un momento che difficilmente dimenticheremo.
31  MARZO  1° GIORNO
Emozione alle stelle per i 104 alunni delle terze che ieri mattina sono partiti alla volta di Parigi, meta dell’annuale gita all’estero dell’Istituto Comprensivo Rapallo. Per molti di loro si tratta infatti della prima volta fuori dai confini patrii e per quasi tutti della prima esperienza di viaggio “indipendente” dalle famiglie. Il primo giorno e’ stato dedicato interamente al percorso di andata, che ha toccato Torino, la Val Susa, il traforo del Frejus e, sul versante francese, l’alta Savoia con le sue montagne innevate che scintillavano al sole e le regioni centrali, che ci hanno regalato magnifici scorci di prati verdissimi delimitati da siepi di biancospino, dove pascolavano le mucche Limusine e Charolaise, con le loro caratteristiche macchie bianche e nere.
IMG_0351 per sitoTutta da guardare anche la Borgogna, leggendaria terra di vini, ma a sorpresa anche splendido paesaggio collinare coltivato a vigneti e a vasti campi di colza, macchie gialle che contrastavano col cielo azzurrissimo. La nostra guida, l’onnisciente Andreina, ha approfittato del lungo viaggio per spiegare ogni particolare di quello che andremo a visitare e ci ha coinvolti in una serie di quiz storici e geografici (Chi portava le mutande alla corte di Versailles? A quali martiri si riferisce il nome Montmartre? Come si riconosce la rive droite dalla rive gauche della Senna?), oltre a dotarci di un indispensabile know how per cavarcela a Parigi (Mai rispondere “pas de quoi” a chi ci dice “merci” perché ormai è’ un termine preistorico, meglio il più contemporaneo “de rien”…).
Ci siamo fermati spesso per il pranzo, la merenda o semplicemente per sgranchirci un po’ nei prati fioriti che circondano gli autogrill francesi, poi finalmente siamo arrivati alla cintura parigina. Nell’aria della sera colorata di azzurro e violetto presto si sono potute scorgere le sagome dei più famosi monumenti della città: un boato ha accolto la visione della tour Eiffel completamente rivestita di luci scintillanti. L’entrata a Parigi e’ stata un momento indimenticabile, con i grandi boulevards che ci venivano incontro e noi tutti appiccicati al vetro a riempirci gli occhi di luoghi leggendari: il lungosenna con i suoi bateau mouches, la cattedrale di Notre Dame sull’Ile de la Cite’, il Louvre, l’Eliseo, il palais de l’Opera, la gigantesca Place de la Concorde, il Moulin Rouge! Siamo sbarcati proprio nel celebre quartiere di Pigalle, dove abbiamo cenato alla francese con croquet monsieur, pasticcio di patate, arrosto di maiale in salsa e deliziosi eclairs al cioccolato. Satolli e stanchissimi abbiamo percorso in pullman gli Champs Elysees per raggiungere il nostro albergo, l’hotel Iris Budget di Porte de la Chapelle, dove ci siamo sistemati nelle stanze e ricaricato cellulari, I-Pad e finalmente… anche noi stessi! Ne avremo bisogno, visto il programma fittissimo che ci aspetta oggi.
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Web e scuola: un rapporto difficile?

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sicurezza-bambini-sul-web-come-avere-una-sicurezza-bambini-sul-web-e-proteggerli-dai-pericoli-web     E’ un fenomeno tristemente noto quello del cosiddetto cyberbullismo. Oggi i nuovi bulli operano senza sporcarsi le mani, perché se devono colpire o insultare una persona lo fanno virtualmente, dietro lo schermo di un computer o con i tasti di un cellulare. E così strumenti potenzialmente utili (dalle chat alle applicazioni, dai social network ai gruppi su Whatsapp) possono diventare armi improprie nelle mani di chi non ha coscienza e consapevolezza. E purtroppo la cronaca in questi ultimi mesi ci ha presentato casi anche tragici, legati a queste situazioni. Certo, il problema è sempre quello: la tecnologia non è buona né cattiva in sé, perché tutto dipende dalla maturità di chi la utilizza. Per aiutare ad un uso consapevole di Internet, della navigazione su WEB e degli altri strumenti di comunicazione, l’Istituto organizza un’iniziativa con la collaborazione della Polizia postale di Genova: martedì 8 aprile gli allievi delle classi prime, a turno, saranno messi al corrente delle risorse e dei pericoli che l’utilizzo della rete e della comunicazione via cellulare può portare. Sempre nella stessa settimana, sabato 12 aprile alle ore 9.45, presso l’Aula magna dell’Istituto, gli Ufficiali della Polizia postale incontreranno i genitori: l’invito è rivolto a tutti i genitori dell’Istituto e in particolar modo a tutti quelli delle Medie, i cui ragazzi sono forse maggiormente vulnerabili, per i delicati passaggi che l’età impone. Vista la delicatezza e l’importanza dell’argomento siete tutti invitati a partecipare,facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

LA “FRECCIA BIONDA” DELLA SCUOLA

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Mercoledì 26 marzo si  è svolta, al campo di Villa Gentile di Genova, la fase finale della tradizionale gara di velocità su pista, 60 metri, che mette a confronto gli studenti e le studentesse più veloci delle scuole medie della provincia di Genova. Nella fase di qualificazione, Lunedì 24, tenutasi al comunale di Chiavari, la nostra “Pie’ veloce” è stata Arianna Sorio di 3E (nella foto la quinta da sinistra), classificatasi prima assoluta nel Tigullio nella categoria Cadette senior.

DSC02787Bravi anche Arianna Biagiotti di 3C e Simeon Bavestrello di 3D, piazzati rispettivamente secondi e quarti, i quali si sono ripetuti anche a Genova, con un piazzamento provinciale assoluto di tutto rispetto: 8^ la prima e 11° il secondo. La freccia bionda Sorio invece, ha avuto problemi di comprensione del segnale di partenza e si è “addormentata” sulla linea dello start. Bravi tutti gli altri componenti della compagine (Vincent Girardi 1B, Ludovica Garbarino 1D, Silvia Garbarino e Elena Sorio 1D, Mattia Covre 2B, Erika Urraci 2C, Fabio Bucchioni 3B, Adonis Delgado 3C, Greta Figari 3E) che rappresentava la nostra scuola, accompagnati stoicamente dalla inossidabile professoressa Giussani, che, soddisfatta, al termine della gara sottolineava lo spirito altamente aggregativo che ha pervaso ogni istante l’intera manifestazione, con i nostri che socializzavano allegramente con gli studenti delle altre scuole. Perfetto! Ancora una volta una lode ai nostri ragazzi che coniugano una sana voglia di competizione ad un ideale sportivo ormai in declino, basato sulla “fraternità” con gli avversari.

Fitta la serie dei prossimi impegni sportivi fuori e dentro la nostra scuola. Per il basket, il calcio a 5 e l’atletica leggera da fine mese di Aprile sono previste le fasi di qualificazione e le eventuali finali dei campionati studenteschi. Invece poco prima delle vacanze pasquali cominceranno i tornei interni di pallavolo e ping pong. A maggio è previsto un breve torneo di pallamano tra alcune prime. Tutte le competizioni interne culmineranno nella giornata sportiva di fine anno, che si terrà agli inizi di Giugno, in collaborazione con la società PSM Volley team di Rapallo, alla casa della Gioventù. In quell’occasione ancora una volta studenti e famiglie che parteciperanno potranno constatare quanto la nostra scuola, e orgogliosamente solo la nostra scuola media nel territorio, produca un grande sforzo per realizzare il progetto educativo includendo l’attività sportiva nel modo più eterogeneo ed efficace possibile.  facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

A DARK DRESS: DALLA GIUSTINIANI AL CARLO FELICE

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Standing ovation per Max Di Carlo e Stefan Röslmair che martedì 4 marzo hanno portato la loro “Dark dress room” in versione live al Teatro Carlo Felice di Genova. DSC_6444_015I due giovani musicisti hanno incantato il pubblico con un sofisticato mix di suoni campionati, un abito di suoni acustici tessuti con l’elettronica di grande fascino. DSC_6452_020Ad applaudire Di Carlo, ex insegnante di tromba all’Istituto Comprensivo Rapallo, una folta rappresentanza di colleghi – tra i quali Vittorio Catinella, autore delle bellissime foto di questa pagina – e gli alunni delle medie che ora stanno dando bella prova di sé al Liceo Musicale “Sandro Pertini” di Genova, come i trombettisti Anna Giusto e Samuel Faverjon. DSC_6416_009Artista dalla forte personalità stilistica, curioso sperimentatore di nuovi percorsi (è anche performer e pittore), Di Carlo è stato per i ragazzi della nostra scuola un indimenticabile maestro di creatività e libera espressione. Ha inoltre avviato gli alunni all’ascolto di musica classica e  contemporanea, nella quale le strutture, le dinamiche, i timbri e i ritmi sono  esplorati in lungo e in largo, ad enorme beneficio della ricchezza sonora, del  messaggio e, senza dubbio, della bellezza. DSC_6427_013Anche per questo i nostri ragazzi hanno potuto apprezzare la performance dei due musicisti, che si muovono con disinvoltura negli spazi della musica sperimentale, senza paura di reinventare le regole del pentagramma secondo il proprio stile personale. Stefan Röslmair (piano, voce e live electronics) e Max Di Carlo (tromba, voce ed elettronica) hanno cominciato a suonare insieme nel 2011 sonorizzando un projection mapping in occasione del Kernel festival.DSC_6457_022 La loro collaborazione prosegue  tra Genova e le Marche facendo prender forma a brani e live set che nascono dall’improvvisazione e dall’interazione reciproca. Tutto l’Istituto Comprensivo Rapallo augura al duo un futuro di grandi successi!     DSC_6464_024          facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

INTRECCI DI STORIE, EMOZIONI, GIOCHI E IDEE

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DSC01609 (1)“Un giorno ho visto lontano, lontano

uno straniero!

Si è avvicinato, ho visto che era 

un uomo.

Arrivando davanti a casa ho visto

che era mio fratello.”

  RUMI, poeta afgano del XV secolo

Da queste parole si muove  il Laboratorio Intrecci per le scuole (attivo a Rapallo già dal 1999) finanziato dalla Regione , dal Comune con la collaborazione del Consorzio Agorà; numerose sono  le classi delle  Pascoli che  aderiscono al Progetto, anche perchè l’ educazione interculturale e l’ educazione alla pace costituiscono  il leitmotiv di tutta la programmazione didattica dell’ anno scolastico in corso. Le attività con gli alunni sono organizzate in quattro incontri  e i percorsi, a seconda delle richieste e dei bisogni delle classi, sono stati scelti e concordati tra le insegnanti e la pedagogista, in particolare le tematiche sono: “Il mondo arabo” e “Il cibo che ho”. Un’ insegnante racconta: -E’ da diversi anni che collaboriamo con “Intrecci” ed è sicuramente un’ esperienza vincente sia per noi maestre che per i nostri alunni. I bambini, nello spazio del Centro, sono liberi, liberi di muoversi…vengono date loro poche regole, ma molto precise. Le proposte delle educatrici partono generalmente da un racconto, da una lettura, su cui poi si “intrecciano” giochi e lavori di scrittura creativa; ad esempio alla  mia classe sono state lette varie storie tratte dal libro “Le mille e una notte”, tra cui   Sindbad il marinaio; i bambini sono rimasti affascinati dal  repertorio di avventure,  incontri, luoghi e personaggi e, grazie alla mediatrice, hanno  imparato alcune parole in lingua araba  ed anche  la loro scrittura. Per noi maestre, questo lavoro, rappresenta un ulteriore aiuto  per sensibilizzare i bambini tutti a conoscersi, ad accettarsi, ad integrarsi pur con la consapevolezza delle proprie radici.- DSC01604 (1)DSC01602 (1)facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

FELICI E VINCENTI

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Il letargo è terminato. E’ ripresa l’attività sportiva scolastica fuori porta. Dopo le gloriose gesta dei nostri studenti eroi, che lo scorso anno scolastico hanno fatto bella mostra delle loro qualità sportive, quest’anno si è ripreso a gareggiare contro gli atleti degli altri istituti. Giovedì 27 marzo al comunale di Chiavari era in programma il trofeo Bissolati, gara di resistenza riservata ai ragazzi e alle ragazze dalla prima media alla quinta superiore. La nostra selezione comprendeva 11 maschietti ed 8 ragazze. Accompagnatore, intrattenitore, motivatore, un alunno veterano della nostra scuola, Daniele Falchi di 3G. DSC02784 rid“Mi ha fatto piacere accompagnare i miei compagni, anche se mi è dispiaciuto non poter partecipare. Voglio fare i complimenti a tutti loro nonostante le difficoltà dell’impegno agonistico. Bravissimi i primi classficati Andrea Perrone (nella foto in basso mentre riceve la medaglia) e Nazareno Chiovetta per i maschi e Arianna Sorio e Greta Figari per le femmine ma mi congratulo anche con Gabriele Brunod, ottavo classificato, che, nonostante sia una brava foca da piscina (un pallanuotista), ha corso con grande impegno, magari perchè sperava che ci fosse un panino al traguardo; oppure mi complimento con Alessia Di Stefano che, dopo aver resistito nello sprint finale, piazzandosi terza, ha sfogato tutta la sua grinta sul “pungiball” della passeggiata di Chiavari, battendo ed umiliando quasi tutti i maschi. Penso che tutti siano d’accordo con me nel reputare quella di eri una bella mattinata, divertente, serena, e positiva, trascorsa simpaticamente assieme, dimostrando che la scuola può essere piacevole anche lontano dai banchi. Spero che la prossima volta potrò essere al loro fianco e non sugli spalti” DSC02795 rid Per la cronaca ecco le classifiche finali CATEGORIA CADETTI 1° Andrea Perrone 3B; 2° Nazareno Chiavetta 3B;3° Riccardo Borghi 3B CATGORIA CADETTE  1^ Arianna Sorio 3E;  2^ Greta Figari 3E; 3^Alessia Di Stefano 3E CATEGORIA ALLIEVI 3° Hosman Rama 3C Ci attende ora un fitto programma con i campionati studenteschi di Calcio a 5, dove i ragazzi impegnati nel corso pomeridiano del progetto “A scuola di Sport”,  affronteranno le agguerrite ed esperti compagini scolastiche genovesi; il Basket che ha regalato sempre grandi soddisfazioni negli scorsi anni; l Atletica leggera indoor nel tradizionale appuntamento al vecchio palasport della Fiera del Mare; e per finire i tornei inteni di Pallavolo, di Pallamano e di Ping Pong. Insomma tanto sport nella nostra scuola per tutti i gusti e tutti i livelli Prossimo appuntamento il 26 marzo sempre a Chiavari per il trofeo di Atletica Il più veloce. Da Lunedì cominciano le selezioni classe per classe. Evviva ripartiamo di… corsa! DSC02792 rid                        facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather