BORSE DI STUDIO PER LIBRI E FREQUENZA SCOLASTICA A.S. 2019/20

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Avviso relativo alle borse di studio per il rimborso delle spese per iscrizione e contributi relativi alla frequenza scolastica. BORSE DI STUDIOLIBRI DI TESTO      facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

AMI DISEGNARE? FAI BELLA LA NOSTRA NUOVA BIBLIOTECA

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L’Istituto comprensivo Rapallo indice un concorso interno per la realizzazione di un progetto grafico ai fini della decorazione di una parete interna della biblioteca. Il progetto sarà realizzato in scala, secondo le indicazioni contenute nel bando. Il concorso è rivolto agli allievi di tutte le classi prime e seconde della Secondaria di primo grado dell’IC Rapallo. Di seguito il bando e la richiesta di partecipazione, da riconsegnare in segreteria entro e non oltre il giorno 5-6-2019, alle ore 13.00. Bando del concorso Richiesta per la partecipazione    facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

ALUNNI SCUOLA DELL’INFANZIA SANT’ANNA A.S.2019-2020

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Al link sottostante l’elenco dei piccoli alunni accolti dalla scuola dell’infanzia Sant’Anna per l’anno scolastico 2019/20 ELENCO ACCOLTI INFANZIA SANT’ANNA A.S.2019-2020    facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

ISCRIZIONI A.S. 2019/2020

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Iscrizioni classi 1° scuola primaria perfezionamento iscrizioni classi 1° sc. primaria Modulistica informativa con consenso alunni e famiglie informativa istituzionale alunni e famiglie Utilizzo cellulare Iscrizioni classi 1° scuola media perfezionamento classi 1° sc. media Modulistica certificato di identità informativa con consenso alunni e famiglie informativa istituzionale alunni e famiglie patto di corresponsabilità Utilizzo cellulare Conferme conferme classi primaria conferme classi mediafacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

#CUORIOLTRECONFINE

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Dai nostri ragazzi di terza impegnati nel gemellaggio ad Albertville, un resoconto delle loro giornate in Francia. Martedì 5 marzo Finalmente il countdown è finito, partiamo per Albertville, il comune dell’alta Savoia dove si trova il Collège La Combe de Savoie, la scuola media con cui la nostra prof. Antonella La Rosa ha organizzato uno scambio culturale. Ci troviamo in piazza delle Nazioni a un orario da fornai, molti con la faccia tirata di chi ha dormito poco per l’agitazione. Ognuno oltre alle valigie porta un piccolo dono gastronomico per il suo ospite, con il quale ha a lungo corrisposto via mail e chat: troffie al pesto, focaccia, qualche dolcetto tipico del golfo. In viaggio postiamo sul Padlet che abbiamo creato per l’occasione le foto della nostra partenza da Rapallo: sulla bacheca elettronica subito appaiono i cuori dei ragazzi francesi che stanno attentamente seguendo i nostri spostamenti. Alle porte di Torino facciamo una piccola sosta, circondati dalle Alpi innevate. All’uscita del tunnel del Fréjus urliamo di gioia: finalmente siamo in Francia! Albertville ci accoglie con colori squillanti: il blu del cielo terso, il bianco della neve e le variopinte pareti del Collège, davanti al quale ci stanno aspettando i ragazzi con le loro insegnanti, Irene Bertolino ed Elisabeth Yvoz. Il momento delle presentazioni è molto emozionante, specialmente quando ogni alunno finalmente conosce il suo ospite: le frasi di saluto imparate nei giorni precedenti si volatilizzano e qualcuno rimane lì impalato, paralizzato dalla timidezza, con un sorriso incerto sulla faccia e gli occhi che cercano la prof. La Rosa sperando in un salvataggio… linguistico. Ma è questione di pochi minuti, poi la prof. Bertolino con piglio energico ci fa mettere in marcia per raggiungere il centro della città imponendoci di camminare rigorosamente… parlando! Nel parco pubblico di Albertville ci vengono consegnati dei fogli con 13 domande sulla città e la sua storia, a cui si deve rispondere intervistando passanti e negozianti, guidati nel percorso dai nostri ospiti. Niente di meglio di un gioco per familiarizzare con loro e scoprire di avere in comune sport, musica, passioni. Al termine ci sono premi per la squadra vincitrice e regalini di consolazione per tutti i partecipanti, oltre a una merenda a base di frangranti pain au chocolat. Mentre ce li gustiamo seduti sulla scalinata della Chiesa Saint Jean XXIII il corrispondente del quotidiano Le Dephinat Liberée ci fotogafa: qui siamo dei vip! Nel pomeriggio i ragazzi sono prelevati dai genitori o raggiungono in autobus le case dei loro ospiti: molte si trovano a Mercury, Monthion o a Grignon, nel circondario di Albertville – che è città al crocevia di quattro valli – e sono in aperta campagna, con vista mozzafiato sulle montagne. Siamo in una città olimpica dove i giovani sono abituati a fare parecchio sport (basti pensare che ogni martedì gli alunni della scuola vanno a sciare!), così non sono pochi quelli che si trovano ad accompagnare i loro coetanei francesi in palestra o al campetto. A cena le famiglie ospitanti hanno fatto del loro meglio per fare gustare i piatti tipici del territorio, prima fra tutte le raclette, gustosissima pietanza a base di fonduta di formaggio, e per dessert torta di mele e mousse al cioccolato.  Le insegnanti cenano dalla prof. Yvoz, in una casa costruita dal marito seguendo un’antica consuetudine savoiarda: tutta in legno, con grandi vetrate che danno sulle montagne intorno e circondata di prati dove la mattina non è raro vedere al pascolo branchi di camosci. Anche da lei si svolge il goloso rituale della raclette e, a proposito di ghiottonerie, tra gli appuntamenti che ci aspettano domani c’è anche quello a una fabbrica artigianale del famoso formaggio beaufort che ha qui la sua zona di produzione tipica. Mercoledì 6 marzo Stamattina sveglia, colazione e partenza per la scuola, proprio come se fossimo alunni del Collège. Nell’atrio si cominciano a vedere gruppi di ragazzi italiani e francesi che con grande naturalezza fanno capannello, segno che il dialogo nelle due lingue procede bene. Al suono della campanella (che non è il driiiiin a cui siamo abituati ma una soave armonia che ogni volta ci lascia stupefatti a naso in su) usciamo in cortile per salire sul pullman che ci porterà a Beufort, luogo di produzione dell’omonimo celebre formaggio. Percorriamo la valle Beaufortain, tipica valle pastorale savoiarda punteggiata da baite e fattorie, ora che è coperta da una fitta coltre di neve meta privilegiata per gli amanti dello sci di fondo. A Beaufort la Cooperativa casearia ci accoglie con la sua facciata decorata a tinte vivaci. All’interno siamo accolti da un film che ci fa percorrere tutte le fasi della produzione – dalla raccolta del fieno alla transumanza, alla mungitura delle mucche e alla lavorazione del formaggio ottenuto – poi facciamo qualche gioco interattivo per rafforzare i concetti appresi (il più affollato è la sfida a sollevare il peso di una delle grosse forme rotonde) e finalmente possiamo entrare nel laboratorio, abbigliati in camice e cuffia bianchi. All’interno vediamo al di là di grandi vetrate il lavoro degli operai e il gesto antico del casaro che saggia la consistenza dei granuli che si stanno formando nei grandi recipienti in cui si riscalda il latte. La Cooperativa dà lavoro a quaranta persone e raccoglie il latte dei produttori di tre vallate. Il suo sancta sanctorum è la cave, dove le forme di Beaufort stagionano su alti ripiani: un tempo ogni forma doveva essere cosparsa di sale e capovolta a intervalli regolari, oggi ci pensa Robofort 3, un robot che percorre i corridoi della cave scansionando le grandi forme col laser e capovolgendole quando occorre. La nostra guida ci fa notare la differenza degli odori da un settore all’altro: dal più pungente delle forme stagionate al più dolce di quelle appena fatte e ancora odorose di latte. In una speciale sezione sono conservate poche forme pregiatissime: sono quelle destinate ai ristoranti più rinomati di Francia. Degustiamo il Beaufort accompagnato da succo di mela, trovando entrambi buonissimi e chiedendo bis… e tris! Nel punto vendita della cooperativa facciamo il pieno di formaggio, ma anche di caramelle artigianali al miele, tisane a base di erbe alpine e vini tipici del territorio, come la Mondeuse e la Rousette. Lanciamo ancora qualche sguardo pieno di rimpianto ai prati innevati che ci circondano, poi torniamo ad Albertville, dove le famiglie ospitanti ci aspettano per il pranzo. Il pomeriggio è dedicato al bowling e al pattinaggio, poi tutti in centro per una passeggiata. Il tramonto è uno spettacolo, con le vette innevate che si incendiano di tutte le gradazioni del rosa. Mercoledì 7 marzo Oggi andiamo ad Annecy, capitale europea del fumetto e del cinema di animazione, chiamata “la Venezia delle Alpi” per i romantici canali che ricamano il suo centro storico dalle case color pastello. Arriviamo costeggiando il lago di Annecy, noto per essere “il più pulito d’Europa”, circondato da montagne innevate che si riflettono nelle sue acque. Sulle sue sponde paesini formati da chalet ed eleganti case a due piani con tetto, contrafforti e decorazioni in legno. A fare da guide turistiche in città ci pensano i nostri corrispondenti francesi, che ci descrivono in italiano (… o almeno ci provano!) i principali monumenti, tra i quali il ponte degli amori, dove la leggenda vuole che chi si bacia resti insieme per tutta la vita e il fotografatissimo Palais de l’isle, un tempo antiche prigioni. La rue Sainte Claire con i suoi portici e i negozietti è una tentazione irresistibile e infatti l’ora di libertà è usata da tutti per comprare cibarie e regaletti. Pranziamo al Centro Culturale di Bonlieu, un enorme spazio affacciato sul lago dove si trova un teatro, una biblioteca ed alcuni negozi, tra cui una libreria specializzata in bande dessinée, dove ci incantiamo davanti a spettacolari albi a fumetti. Al pomeriggio saliamo al Conservatoire d’Art et d’Histoire, che ospita il Museo del Cinema d’animazione, spazio interattivo dove si può ripercorrere la storia del cinema d’animazione dai primi tentativi – risalenti ai primi anni dell’’800 – ai più recenti film. Nelle modernissime sale i ragazzi confrontano immagini, autori e tecniche e si cimentano loro stessi nella creazione di immagini in movimento, scoprendo che per realizzare un minuto di film occorre movimentare più di cinquanta immagini! Tornati ad Albertville si va tutti a farsi belli per la festa di stasera: un vero discoparty con ogni sorta di bendidio da mangiare a cura dei genitori. Venerdì 8 marzo
“Buona festa della donna, prof!”. Il sorridente augurio ripetuto dai nostri alunni lascia stupiti i loro corrispondenti francesi: qui l’8 marzo non è una ricorrenza così sentita, visto che la parità tra generi è una norma acquisita. Stamattina siamo a scuola a seguire le lezioni in modo da sperimentare concretamente la vita scolastica. A piccoli gruppi i ragazzi si sono divisi tra le classi: qualcuno fa francese, altri inglese, scienze, fisica e sport. Alcuni trascorrono la prima ora al CDI, il Centre de Documentation e Information, una sala dove gli alunni possono andare quando un insegnante è assente. In un grande spazio luminoso e accogliente, allestito con scaffali, tavoli, sedie e poltrone colorate i ragazzi possono scegliere se leggere un libro, un fumetto o un manga, fare una ricerca in Internet per le loro presentazioni (le exposé), oppure giocare a qualche gioco di società. Sovrintende a questo spazio l’insegnante documentarista, una figura formata a questo scopo che nelle scuole francesi affianca gli insegnanti fornendo i materiali necessari ai progetti didattici. “Quando un’insegnante documentarista lavora bene davanti al CDI c’è la coda” ci dice Irene. Visitiamo un’aula dedicata all’insegnamento del francese agli alunni provenienti da altri Paesi e arrivati qui da poco tempo: due alunne dal Madagascar e uno dall’Italia stanno facendo degli esercizi di completamento sotto la guida di Madame Soulier. Alla recré, la ricreazione, gli alunni sono guardati dai surveillantes, così gli insegnanti possono avere un momento conviviale in sala prof, stanza che i nostri colleghi di qui ritengono vecchiotta e che a noi lascia a bocca aperta: accanto al tradizionale arredamento “di scuola” come tavoli, armadietti e bacheche ci sono due grandi divani, mensole con tazze, bicchieri e bollitori. I momenti conviviali in cui parlare dell’andamento scolastico o chiacchierare tra colleghi davanti a una tazza di tè sono la norma e il nostro pensiero corre a quante volte ci troviamo a passarci informazioni su questo o quell’alunno nel cambio dell’ora, in affanno, con una pila di libri e quaderni in equilibrio precario tra le braccia mentre dalla classe si affacciano i ragazzi che reclamano la nostra presenza. Colpisce la presenza di regole ferree: gli alunni devono avere sempre con sé il loro cahier de correspondance (il libretto delle giustificazioni, dell’orario delle lezioni e delle comunicazioni scuola famiglia), non possono uscire dalle classi, si devono rivolgere agli insegnanti chiamandolo “Madame” e “Monsieur”, il rapporto è molto più distaccato (quando al mattino ci capita di salutare qualche nostro alunno abbracciandolo ci guardano tutti con gli occhi sgranati!), in compenso il lavoro scolastico “tradizionale” è intervallato da momenti di gioco (in ogni aula c’è un armadietto con i giochi di società) e di sport, eccellente valvola di sfogo per i ragazzi che devono rimanere a scuola fino alle 17.00. I giochi di società (come Uno o Mastermind) sono stati un’efficace occasione per il dialogo nelle due lingue dei ragazzi, che si sono spiegati vicendevolmente le regole. Dopo il pranzo in mensa (ma qualcuno torna a mangiare in famiglia) i ragazzi si ritrovano in cortile, dove ha inizio la cerimonia dei saluti. Qualche genitore è venuto a veder partire il proprio ospite e gli allunga la merenda per il viaggio. Caricati i bagagli sul pullman è il momento degli abbracci e di qualche pianto. Ci vuole del bello e del buono per far scendere i francesi dal pullman dove sono saliti per gli ultimissimi saluti, poi finalmente si parte, tra una selva di mani a cuore. Durante il viaggio di ritorno prepariamo il calendario delle attività che faremo quando i ragazzi di Albertville verranno a Rapallo. Siamo più che mai determinati a rendere il loro soggiorno indimenticabile com’è stato il nostro.
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Concorso pubblico assegnazione borse di studio in favore delle vittime del terrorismo

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Concorso pubblico, per titoli, per l’assegnazione di borse di studio in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonchè dei loro superstiti, delle vittime del dovere e dei loro superstiti, riservato agli studenti della scuola primaria e secondaria di 1° grado. Bando prot. n. 805facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

PROVE INVALSI 2019: informativa e modulo per il consenso al trattamento dei dati

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Ai genitori degli allievi delle classi terze Secondaria Ai genitori delle classi seconde e quinte Primaria Per l’effettuazione delle prove INVALSI nelle classi seconde e quinte della Primaria e delle classi terze della Secondaria, l’Istituto INVALSI chiede agli Istituti scolastici di raccogliere delle informazioni di contesto presso le famiglie, compilando il modulo riguardante informazioni sul titolo di studio e la professione dei genitori dell’allieva/o. Vista l’estrema semplicità della compilazione si richiede con estrema urgenza di compilare il modulo e il consenso al trattamento dei dati e di restituirlo al coordinatore di classe (Secondaria) o alle maestre (Primaria), anche attraverso gli allievi, entro e non oltre giovedì 31 gennaio. ATTENZIONE: sul modulo va indicato nome e cognome dell’allievo/a. Si ringrazia per la collaborazione. Informativa Modulo da compilare con informazioni Consenso al trattamento dei datifacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

NONNI 3.0: LA TECNOLOGIA SPIEGATA DAI RAGAZZI

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Il link al modulo per la richiesta A Rapallo giovani e anziani insieme per usare computer, smartphone e tablet. Con i ragazzi che insegnano ai “nonni” a utilizzare Internet, i social e le applicazioni per cellulare oggi di uso comune. Si chiama Nonni 3.0 il progetto promosso dall’IC Rapallo in collaborazione con la Consulta del volontariato di Rapallo e coinvolge gli alunni della sezione digitale dell’Istituto che durante un mini corso di cinque incontri insegneranno agli anziani interessati a  usare meglio il cellulare e Google Drive, e a scaricare le foto sul pc. Il progetto raccoglie il testimone di un’iniziativa che Mariabianca Barberis, ex dirigente dell’Istituto Liceti, ora in pensione, ha condotto per sette anni nella sua scuola, coinvolgendo, come in altri progetti, i ragazzi in attività utili per la comunità scolastica e cittadina. E qui si inserisce l’importanza della collaborazione con la Consulta del volontariato, la cui Presidente, Ileana Corea, ha assicurato che fornirà supporto agli incontri, come fatto in passato per i progetti del Liceti, con la presenza di volontari che insieme al personale dell’IC Rapallo vigileranno che tutto si svolga nel migliore dei modi. Gli allievi tutors verranno scelti in base alle loro competenze digitali e alla correttezza del loro comportamento: sarà l’occasione, una volta di più, per sviluppare le loro attitudini sociali e civiche; i nonni verranno invece scelti in base all’ordine d’arrivo delle domande; anche il Comitato genitori Rapallo, con la sua Presidente Laura Ercole, veicolerà l’iniziativa. Si parte a gennaio, iscrizioni aperte dal 21 al 31 dicembre, con apposito modulo, che verrà pubblicato sul sito dell’IC Rapallo. Se il corso avrà successo, verrà replicato con altri pacchetti di incontri di formazione.  “La nostra vita di tutti i giorni è caratterizzata dalla presenza delle nuove tecnologie nella maggior parte delle azioni che compiamo a cominciare da quando ci alziamo dal letto – dice il Dirigente scolastico Giacomo Daneri – perché la sveglia ormai viene impostata direttamente sul telefono. E poi usiamo i dispositivi mobili per incontrare le persone, per pianificare le nostre giornate di lavoro, per organizzare i nostri impegni  per verificare quali mezzi dobbiamo prendere, per controllare che strada dobbiamo fare, per comprare il latte, per rimanere in contatto con i parenti, e così via. I ragazzi sono fruitori esperti e disinvolti delle nuove tecnologie, chi meglio di loro può insegnarle agli anziani?” E i nonni? Potranno raccontare ai ragazzi di quando per organizzare un’uscita si chiamavano sul telefoni di casa, magari da una cabina telefonica, o quando le ricerche scolastiche si facevano sfogliando ponderose enciclopedie.facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather