NONNI 3.0: LA TECNOLOGIA SPIEGATA DAI RAGAZZI

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Il link al modulo per la richiesta A Rapallo giovani e anziani insieme per usare computer, smartphone e tablet. Con i ragazzi che insegnano ai “nonni” a utilizzare Internet, i social e le applicazioni per cellulare oggi di uso comune. Si chiama Nonni 3.0 il progetto promosso dall’IC Rapallo in collaborazione con la Consulta del volontariato di Rapallo e coinvolge gli alunni della sezione digitale dell’Istituto che durante un mini corso di cinque incontri insegneranno agli anziani interessati a  usare meglio il cellulare e Google Drive, e a scaricare le foto sul pc. Il progetto raccoglie il testimone di un’iniziativa che Mariabianca Barberis, ex dirigente dell’Istituto Liceti, ora in pensione, ha condotto per sette anni nella sua scuola, coinvolgendo, come in altri progetti, i ragazzi in attività utili per la comunità scolastica e cittadina. E qui si inserisce l’importanza della collaborazione con la Consulta del volontariato, la cui Presidente, Ileana Corea, ha assicurato che fornirà supporto agli incontri, come fatto in passato per i progetti del Liceti, con la presenza di volontari che insieme al personale dell’IC Rapallo vigileranno che tutto si svolga nel migliore dei modi. Gli allievi tutors verranno scelti in base alle loro competenze digitali e alla correttezza del loro comportamento: sarà l’occasione, una volta di più, per sviluppare le loro attitudini sociali e civiche; i nonni verranno invece scelti in base all’ordine d’arrivo delle domande; anche il Comitato genitori Rapallo, con la sua Presidente Laura Ercole, veicolerà l’iniziativa. Si parte a gennaio, iscrizioni aperte dal 21 al 31 dicembre, con apposito modulo, che verrà pubblicato sul sito dell’IC Rapallo. Se il corso avrà successo, verrà replicato con altri pacchetti di incontri di formazione.  “La nostra vita di tutti i giorni è caratterizzata dalla presenza delle nuove tecnologie nella maggior parte delle azioni che compiamo a cominciare da quando ci alziamo dal letto – dice il Dirigente scolastico Giacomo Daneri – perché la sveglia ormai viene impostata direttamente sul telefono. E poi usiamo i dispositivi mobili per incontrare le persone, per pianificare le nostre giornate di lavoro, per organizzare i nostri impegni  per verificare quali mezzi dobbiamo prendere, per controllare che strada dobbiamo fare, per comprare il latte, per rimanere in contatto con i parenti, e così via. I ragazzi sono fruitori esperti e disinvolti delle nuove tecnologie, chi meglio di loro può insegnarle agli anziani?” E i nonni? Potranno raccontare ai ragazzi di quando per organizzare un’uscita si chiamavano sul telefoni di casa, magari da una cabina telefonica, o quando le ricerche scolastiche si facevano sfogliando ponderose enciclopedie.
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